Comunicati stampa ed interviste 

8 settembre 2016

Una ventata di aria nuova...

 

 

Una ventata di aria nuova a Veroli in campo artistico: arriva “Art-e”,  un contest organizzato dall'Accademia delle Arti con la Direzione Artistica di Luciano Costantini e con il contributo scientifico di Massimo Rossi Ruben e Francesco Giulio Farachi. Una manifestazione che intende adempiere alla funzione di attrattore sul territorio italiano per una ben individuata compagine di talenti e personalità artistiche – nazionali ed estere – che si sono distinte nel campo dell’arte e della creatività.  Il concorso artistico si svolgerà nei giorni 18/19/20 novembre a Veroli presso l'ex Convento dei Padri Agostiniani nonché in altri due spazi espositivi attigui, SEAC - Spazio Espositivo Arte Contemporanea e la Galleria della Catena.

Le Sezioni Artistiche della rassegna riguarderanno: Pittura, Scultura e Installazione, Fotografia.  Un evento strutturato con taglio manageriale grazie anche alle sinergie di nomi illustri nel campo dell’Arte, uno tra tutti il Professor Claudio Strinati, già Dirigente Generale del MiBACT (Ministero dei Beni delle Attività Culturali e del Turismo) e storico Soprintendente del Polo museale romano, oggi ritenuto uno dei maggiori e più autorevoli conoscitori della storia dell’Arte nonché figura poliedrica e multidisciplinare del panorama critico-artistico internazionale. Presidente onorario della giuria del contest, Strinati verrà affiancato e coadiuvato da altre personalità orbitanti nel mondo dell’arte contemporanea, quali Luigi Fiorletta, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone; Massimo Rossi Ruben, Critico d'Arte attivo da oltre un ventennio nella catalogazione di giacimenti culturali dopo aver maturato una specifica competenza nella Guardia di Finanza, nell'articolazione preposta alla tutela dei beni storico-artistici; Francesco Giulio Farachi, anch’egli Critico d'Arte e Giornalista che si occupa primariamente di arte contemporanea, con particolare attenzione alle nuove tendenze e generazioni artistiche italiane e internazionali; Viviana Vannucci, Storico dell'Arte, autrice di numerosi saggi e contributi storico-critici e scientifici; Augusto Ozzella, Curatore di eventi e Presidente dell’Associazione culturale Cosmoart; Roberta Sole, Responsabile degli eventi della MUEF Art Gallery di Roma, altro partner ideativo della manifestazione.  A latere del concorso di abilità, sono previsti altri eventi che riguarderanno moda, charity, poesia e spettacolo dal vivo (19-11-2016) : Luciano COSTANTINI "100 Opere per Save the Children" , mostra personale di pittura con finalità benefiche per la Onlus “Save the Children” ; "MusicArte" con il soprano Orietta Manente ed il Pianista Mirco Roverelli; "Parole in Arte", recital di Nicola Masotti e Cesare Marinacci, con musiche tratte da un collaudato repertorio classico , collegato alla mostra "100 Opere per Save the Children" .

Il 20-11-2016 inoltre  "Arte contemporanea. Un flusso energetico vitale", lectio/seminario .

Agli Artisti ospiti: BARSCIGLIE’; CENTRA; BALDASSARRA (fuori concorso) sarà riservata una sezione speciale, insieme al Artisti dell'Accademia di Belle Arti di Frosinone.

L’evento si concluderà con la premiazione degli artisti selezionati dalla giuria, i quali verranno immessi nel circuito di importanti rassegne volte a valorizzare le peculiarità di ognuno, oltre alla consegna di targhe speciali, con il successivo inserimento nel catalogo/pubblicazione del Premio Art-e, con saggio critico dedicato.

Non resta che augurare a tutti, organizzatori e partecipanti, “ad maiora semper”!

 

Per il programma completo dell'evento : www.premioart-e.it    (sez.: Il programma)

 

Elena Dandini

Ufficio stampa Premio Art-e

 

 

 

 

Premio Art-e 2016

3 ottobre 2016

Un Colonnello nell'Arte

 

  Ogni concorso qualitativamente importante, di qualsivoglia genere, per regola deve essere presieduto da una giuria altrettanto importante a garantirne regolarità e massima serietà. Non deroga da questa regola il Premio Art-e 2016 di Veroli, contest di arti visive contemporanee, nelle sezioni di Pittura, Scultura-installazioni e Fotografia. Per entrare nel vivo di un evento che si preannuncia fondamentale per la crescita e visibilità della cittadina ernica e non solo, chi scrive ha ritenuto doveroso conoscere le eccellenze che avranno il compito di grande responsabilità, quello cioè di individuare, selezionare ed infine premiare le opere di artisti partecipanti, nell’obiettivo di far emergere personalità finora nascoste o non sufficientemente valorizzate.

Ad aprire la carrellata di interviste-conversazioni è stata la disponibilità, tra i suoi tanti impegni istituzionali, del Tenente Colonnello della Guardia di Finanza, Massimo Rossi, ora di stanza a Grosseto con l’incarico di “Capo Ufficio Comando”. Ciociaro di nascita, ma ormai cosmopolita per lavoro e per vocazione, Rossi si è arruolato nel Corpo giovanissimo, salendo tutti i gradini della gerarchia gallonata (finanziere, sottufficiale e ufficiale) fino a raggiungere il grado odierno. Laureato in Economia e Management con specializzazione in gestione e valorizzazione del patrimonio museale, ha operato per molti anni a capo delle Sezioni e poi del Gruppo deputato alla difesa del patrimonio culturale, incominciando dalla Tenenza di Tarquinia, dove ha potenziato il dispositivo di vigilanza sui compendi archeologici per il contrasto agli scavi clandestini in Etruria meridionale. Nel 2000 viene trasferito presso i Reparti Speciali, dove consolida l’esperienza operativa con la Magistratura attraverso il sistema delle rogatorie internazionali volte al rimpatrio di opere trafugate. Ha collaborato con la Facoltà di Fisica Energetica de La Sapienza – Università di Roma, partecipando al board scientifico di numerosi progetti correlati all’Archeometria, nella lotta alla contraffazione dei beni culturali presenti nell’indotto antiquario.

Con i militari dell’A.R.T. (Art Recovery Team) ha attraversato gli oceani recuperando capolavori esportati illecitamente in territorio estero, poi restituiti alla fruizione pubblica nazionale. Ma come da sua stessa ammissione l’operazione più emozionante è stata, soprattutto per un intrinseco valore affettivo legato alla sua terra di origine, quello del c.d. “Sarcofago delle Quadrighe”, un unicum di officina funeraria romana di età imperiale che era stato asportato nel 1991 dall’altare della pieve di San Tommaso e rinvenuto a Londra, presso un antiquario. L’università del Sannio e l’Amministrazione Provinciale di Benevento lo hanno più volte coinvolto nel progetto culturale “Discorsi visivi. Idee in arte”, giunto ormai alla terza edizione.

Personalità poliedrica, alterna agli incarichi istituzionali, quelli legati alle passioni che coltiva fin da ragazzo, per l’Arte e la Scrittura. Con il nom de plume “Rossi Ruben” è direttore di collane editoriali e autore di saggi scientifici e di critica d’arte moderna e contemporanea, specie per i contest che coinvolgono artisti emergenti di cui è scopritore e mentore. Appassionato estimatore delle correnti artistiche del secondo Novecento, in particolare del recente contemporaneo, in collaborazione con numerosi altri critici, tra i quali Claudio Strinati, Lorenzo Canova e Francesco Giulio Farachi, curerà a breve altre iniziative editoriali legate a manifestazioni, in Italia e all’estero, presso gli Istituiti Italiani di Cultura, con la finalità di individuare e selezionare “il nuovo che avanza”, stesso obiettivo che si è posto il Premio Art-e di Veroli e di cui Il Colonello Rossi sarà uno dei giurati di eccellenza.

 

Elena Dandini

Ufficio stampa Premio Art-e

 

Premio Art-e 2016

10 ottobre 2016

L'Accademia di Belle Arti di Frosinone al Premio Art-e

 

 

Nascere è un dono, ma nascere in una famiglia dove, quotidianamente,  si respira  arte è un privilegio riservato a pochi ed ha un determinante valore aggiunto per la crescita culturale ed emozionale dell’individuo. Nascere figli d’arte ha una bivalenza importante, è come la medaglia con due facce, la valenza di responsabilità che deriva dall’inevitabile confronto con chi ci ha preceduto e quella di bagaglio formativo  più immediato.  “Figlio d’arte”  come egli stesso ha  subito precisato, nel nostro incontro- intervista,  è, indubbiamente,  il Prof. LUIGI FIORLETTA Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone e uno dei componenti  della giuria di qualità del Premio Art-e 2016 di Veroli.  Argomento iniziale  della conversazione è stato l’affettuoso e devoto ricordo riguardo Flavio Fiorletta , padre e soprattutto maestro di vita e di arte del Direttore. Pittore, cultore di storia locale, amministratore per oltre venti anni nella funzione di Assessore alla Cultura del Comune di Alatri, fondatore, tra l’altro, del gruppo folk “Aria di Casa Nostra”, del Circolo “Amici di Alatri” e della Pro loco. Ideatore di decine di manifestazioni di successo su tutte il Festival del Folklore, il Palio delle 4 Porte e la Biennale di Arte contemporanea (nata come Premio delle Arti figurative). Grande organizzatore di eventi in un' ottica moderna se si pensa che la Biennale è nata negli anni cinquanta e  con una visione già proiettata al futuro. Un padre  quindi che ne ha fortemente influenzato il percorso non solo umano, ma anche cognitivo (liceo Artistico e Accademia di Belle Arti): “Da lui ho preso tutto e gli ho promesso di continuare in ciò che lui aveva iniziato, quindi una bella eredità impegnativa”. Mantenendo la promessa  ha proseguito , per oltre un trentennio,  il  percorso tracciato dal padre curando, tra l’altro, quattro edizioni della Biennale di Alatri , (1996- 1998- 2000- 2015). Un incontro della durata di circa tre quarti d’ora in cui l’intervista ha assunto subito i connotati di una chiacchierata informale, grazie all’estrema disponibilità e cordialità del professore. Era doveroso, da parte di chi scrive,  rivolgere  le congratulazioni, per la recentissima nomina  ministeriale di Fiorletta a Direttore della Giunta della Conferenza delle Accademie di Belle Arti Italiane in rappresentanza di Frosinone  insieme ai colleghi di Torino, Bari e Palermo, nomina che sicuramente avrà un ritorno di immagine di grande importanza per la cultura del capoluogo ciociaro. Estimatore dell’arte contemporanea, il Prof. Fiorletta,  è un esperto curatore di mostre specie quelle dedicate a Joan Miró ( sei in Italia ed una in Francia) in collaborazione con Rosa Maria Malet  Direttrice della Fundació Miró   di Barcellona e con la  Successió  di Palma de Mallorca di cui è Direttore Joan Punyet Miró nipote del grande pittore, scultore e ceramista spagnolo. Ma ciò che sta veramente a cuore a Fiorletta, tanto da fargli abbandonare la pittura, è l’insegnamento ( Docente Ordinario alla cattedra di Decorazione e Allestimento Spazi Espositivi e Museali e Docente della scuola di specializzazione in Eventi Artistici e Culturali dell’ Accademia di Belle Arti di Frosinone). Importante è il   rapporto quotidiano con i ragazzi nell’obiettivo di seguirli attentamente nel loro percorso artistico, di stimolarli e di promuovere le loro capacità, nella consapevolezza di quanto sia difficile entrare in un circuito lavorativo specie in questo ambito. La chiacchierata volge al termine con il rammarico che non si faccia abbastanza per “la cultura che è alla base di tutto”, che” l’informazione sia spesso carente di persone qualificate, che è “ necessario coinvolgere le scuole” , che “bisogna lavorare a tappeto” nella promozione degli eventi culturali per essere esportati  “importando qualità ad alti livelli” dando fiducia agli

operatori culturali del luogo. In Ciociaria non mancano belle menti artistiche e sicuramente il Premio Art-e 2016 sarà un pregevole trampolino di lancio per farle conoscere.

 

Elena Dandini

Ufficio stampa Premio Art-e

 

 

 

Premio Art-e 2016

13 ottobre 2016

Un giovane manager nell'Arte al Premio Art-e 2016

 

 

Classe 1989, Augusto Ozzella è il più giovane componente della giuria di eccellenze del Premio Art-e 2016 di Veroli. Enfant prodige nella pittura, ha realizzato la sua prima personale a Benevento, città che gli ha dato i natali, a soli dodici anni. A seguito dell’interesse suscitato nelle varie mostre cui partecipa fin da giovanissimo, la famiglia lo avvia presso l’atelier del M° Mario Ferrante - un affermato artista attivo nel Sannio con la propria Factory creativa - dal quale apprende le tecniche grafico-pittoriche.

Inizia così la telefonata-intervista a questo giovane creativo e manager. Un interesse per le arti visive che con il tempo si è trasformato in passione fino a diventare un lavoro. Dopo la maturità classica, Ozzella ha frequentato due master: uno legato alla grafica pubblicitaria ed editoriale, l’altro ai nuovi media, al web design e ai sistemi multimediali. Per un breve periodo, dopo aver terminato gli studi a Roma, si è trasferito a Londra per perfezionare la lingua e per approfondire il discorso grafico e della comunicazione portato avanti da alcuni studi londinesi di suo interesse. “Quello che mi ha meravigliato – afferma Ozzella – è stato vedere l’approccio che hanno gli inglesi con l’arte: i loro musei sono tutti a ingresso gratuito, sia templi dell’arte come la National Gallery che fondazioni private come la Tate Modern. A differenza del nostro Paese dove ogni visita è a pagamento”. Un’amara presa di coscienza che comporta il paragone immediato con l’Italia “la cui proposta culturale, specie in termini di qualità – lamenta il giovane sannita – è notevolmente calata, specie nel meridione. Al nord, invece, a Bologna come a Milano, esiste una programmazione di respiro internazionale in un clima di confronto competitivo con le grandi capitali europee, quali Londra – appunto – Madrid e Amsterdam. Il discorso artistico a Londra è, per così dire, più “puro”, scevro da invidie e rivalità tra creativi stessi, cosa che invece accade in Italia, dove spesso gli artisti diventano oggetto di rivendicazioni tra galleristi, esasperati dalla competitività. Alla base di tutto c’è un spirito imprenditoriale, favorito e alimentato certamente dal contesto economico completamente diverso, dove l’arte è business e le opere vengono generalmente considerate un “bene rifugio” da parte dei collezionisti”. Dal 2010, Ozzella, è Executive art director e Presidente della COSMOART, associazione culturale la cui finalità è l’organizzazione e la gestione di attività artistico-ricreative, anche con la collaborazione di Enti pubblici, Musei, Fondazioni e privati. La COSMOART ha all’attivo una scuderia di oltre 50 artisti, dei quali Ozzella stesso cura la promozione e le attività espositive in Italia e all’estero. Parallelamente alla COSMOART, Augusto Ozzella ha avviato uno studio creativo legato al marketing, del social, della comunicazione e del web.  Da quest’anno è inoltre diventato membro dell’Art Directors Club Italiano di Milano. “Due mondi professionali che alla fine si incrociano portando alla conclusione che l’artista è un’azienda a tutti gli effetti e in base a come si propone sul mercato, da un punto di vista di marketing, la sua immagine può essere recepita in modo diverso. “In arte – aggiunge Ozzella – dovrebbe esistere un sistema meritocratico e più onesto, ma molto spesso non è così”. Impegnato nella promozione di artisti non solo in Italia, la scorsa settimana, in collaborazione con il Dipartimento Cultura del Ministero per gli Affari Esteri e in sinergia con i critici Massimo Rossi Ruben e Lorenzo Canova e con il giornalista RAI Franco Di Mare, Ozzella ha inaugurato, a Praga, una retrospettiva dedicata a Mario Ferrante. Il grande artista italo-carioca è una costante nel percorso professionale dell’intervistato, che ne è stato allievo prima e ne è curatore-organizzatore di eventi e manifestazioni oggi. Sono, inoltre, in corso – per Ozzella e per la sua COSMOART – una serie di progetti importanti che vedranno Napoli come palcoscenico di debutto, nella stagione culturale 2017, di Annalù Boeretto (veneziana, scultrice, performer e designer il cui nome ha ormai rilevanza internazionale, vantando partecipazioni tra i major della biennale di Venezia) e di Gennaro Vallifuoco, un poliedrico artista – nonché docente di scenografia all’Accademia di Belle Arti di Napoli – legato alla tavole allegoriche e ai fumetti dell’editore De Simone. Un’attività, quella di Augusto Ozzella, curatore e organizzatore di eventi artistici, che ha fagocitato l’iniziale passione per la pittura “con gran rammarico – sottolinea – relegata ormai a solo hobby domenicale”. Ma vista la giovanissima età, si tratterà – pensiamo e ci auguriamo – di un discorso accantonato solo momentaneamente.

 

Elena Dandini

Ufficio stampa Premio Art-e

 

 

Premio Art-e 2016

25 ottobre 2016

Viviana Vannucci: cultura e bellezza al Premio Art-e 2016

 

Il blog dell’ACCADEMIA DELLE ARTI  di Veroli continua ad arricchirsi di personalità  sempre più interessanti. Ultima a rispondere all’incontro-intervista, è stata VIVIANA VANNUCCI, critico d’arte, giornalista e saggista nonché uno dei componenti della commissione giudicante del Premio Art-e 2016. Laureatasi in Storia dell’Arte Medievale  a “La Sapienza- Università di Roma”, con 110 e lode nel 2007, ha già al suo attivo un curriculum vitae di tutto rispetto e di grande valenza professionale. La nostra conversazione ha immediatamente delineato un profilo di grande spessore culturale e di cordiale disponibilità. Critico d’arte, saggista, giornalista, curatrice di cataloghi e di mostre,  fondatrice del Premio RomArt, inviata stampa alla 55° edizione della Biennale d'Arte di Venezia e l’elenco sarebbe ancora più lungo. Da sempre interessata  all’Arte Contemporanea ancor prima della laurea, da studentessa universitaria fu invitata a curare alcune mostre al riguardo, una passione coltivata fino a trasformarsi in lavoro. Diventata giornalista del magazine NéaPolis Roma, durante la fase di “praticantato” giornalistico, ha pubblicato, online, una serie di articoli su argomenti di storia dell’arte contemporanea. Successivamente è nata l’idea di raccoglierli e pubblicarli anche su carta stampata, così CriticArt , pubblicato nel giugno scorso con la prefazione di Massimo Rossi Ruben, è diventato il secondo progetto editoriale della Vannucci. In questo saggio importante l’autrice ha avuto modo di mettere a confronto sia i Maestri dell’arte contemporanea, italiana ed europea, che le nuove leve in un parallelismo di affinità di linguaggio espressivo. La prima pubblicazione a cui per motivi “sentimentali” è più legata, è stata la sua tesi di laurea, è Maria Maddalena-Storia e iconografia nel Medioevo dal III al XIV secolo, saggio scientifico a cui ha lavorato per anni in una laboriosa documentazione della ricerca di fonti in tutta Italia e costituisce un'appassionante indagine sulle origini del culto e dell'iconografia di Maria Maddalena nel Medioevo. Un testo, uscito all’inizio del 2013, dopo varie presentazioni sta continuando a riscuotere successo presso centri studi e istituti culturali in un iter di ulteriori conferenze. Una data importante sarà il prossimo 18 novembre, giornata in cui, in Campidoglio, verrà presentata la nuova rivista Roma nascosta, una via di mezzo tra la guida turistica ed la rivista d’arte. Progetto editoriale, patrocinato dalla Regione Lazio, dell'Associazione Nèa Polis Roma di Claudio Napoli che ne è il Presidente e con  la Vannucci nel ruolo di coordinatrice alla guida di un gruppo di giovani stagisti  in un percorso formativo di giornalismo collegato all’arte. Il primo numero comprenderà un arco di tempo che va “ Dalla Roma dei Cesari alla Roma dei Papi” e successivamente dal ‘700  fino ad arrivare all’arte contemporanea, “fil rouge” della sua esperienza lavorativa. La sua  attività professionale comprende  anche curatele di cataloghi e di mostre, l’ultima intitolata Global Village, collaterale alla Biennale di Venezia,  ha avuto luogo a settembre 2015 presso l’Officina delle Zattere sopra il padiglione Guatemala. Tema attualissimo quello della globalizzazione ha dato spunto per questo evento a cui  vi hanno partecipato artisti contemporanei da tutto il mondo, risultando uno dei  suoi progetti più belli e coinvolgenti. La chiacchierata- intervista di estremo interesse per la varietà di informazioni  termina con una mia curiosità riguardante i parametri di valutazione della Vannucci davanti ad un’opera artistica. “ La mia valutazione è un raccordare l’approccio emotivo con quello obiettivo scientifico , alla ricerca di un discorso innovativo pur in un percorso di “manierismo”, riuscire cioè a trovare il dato di originalità, una nuova chiave di lettura dell’arte, la cifra riconoscitiva dell’artista in oggetto”. L’augurio è che, in qualità di giurata al Premio Art-e di Veroli, possa trovare nuove “voci originali” che possano emergere in un periodo dove, forse, prevale più l’imitazione “tout court”.

 

 

Elena Dandini

Ufficio stampa Premio Art-e

 

Premio Art-e 2016

31 ottobre 2016

Il Ruolo del crtitico d'Arte tra innovazione e tradizione

 

 

Altro componente della giuria di specialisti, che si affiancheranno nella valutazione delle opere in concorso al Premio Art-e di Veroli, è FRANCESCO GIULIO FARACHI che si è reso disponibile alla consueta chiacchierata-intervista, passaggio obbligato per presentare, a chi legge, queste varie eccellenze e personalità. Nato a Bari, salentino di origine, laureato in Lettere Classiche a indirizzo antichistico/archeologico, da quasi venticinque anni vive a Roma. La sua terra continua a essere viva nel suo percorso professionale con l’influenza delle sue forme d’arte e cultura (e qui basti citare le impronte federiciane come Castel del Monte o il barocco leccese, fra le più note) in una convivenza e confronto quotidiani, vissuti quasi insensibilmente, con queste importanti evidenze storico-artistiche locali. Giornalista, la sua attività professionale primaria è quella di critico d’arte e organizzatore di mostre, oggi in primo luogo nello spazio espositivo che dirige, con la collaborazione di Roberta Sole e del maestro Maurizio Bedini, il MUEF ART GALLERY di Roma: uno spazio giovane nato originariamente come laboratorio di quattro artisti e che è diventato da due anni luogo deputato ad accogliere mostre, nell’intento di creare un collegamento tra le generazioni artistiche di “ieri” e quelle di “oggi”. Un invito alla presa di coscienza “storica” rivolto alle nuove generazioni che spesso ignorano quelli che sono stati i fermenti artistici anche recenti (come quelli degli anni ’70 e ’80 del secolo scorso), per cui Farachi ha voluto raccordare questi universi creativi con un attento lavoro in cui spende uguale dedizione, tempo, passione sia per mostre teoricamente più semplici, sul piano dell’allestimento, che per quelle più importanti e impegnative. La sua esperienza di critico, maturata con decine di mostre all’attivo e con la produzione di un numero imponente di saggi, profili critici, attività editoriali, la metterà, a breve, a servizio del Premio Art-e che ha definito una tappa importante in un calendario fittissimo di eventi che sta organizzando, fra cui spiccano la collaborazione con la nuova Galleria Pulcherrima di Roma, la cura delle esposizioni personali di tre artisti a Roma e quella di un’importante collettiva tesa a storicizzare un gruppo di artisti che ha condiviso lo stesso ambito ispirativo e operativo negli anni fra il 1980 e i primi del 2000. È da segnalare inoltre il suo costante interagire con i professionisti del settore: “sono felice e onorato — dice Farachi – di svolgere in questo periodo diverse attività che ancora una volta mi mettono in relazione con uno studioso insigne come il prof. Strinati e con colleghi di provata competenza e autorevolezza, primo fra tutti Massimo Rossi Ruben, cui mi lega un antico rapporto di stima e amicizia”. Nella valutazione di un’opera egli sostiene che il primo elemento di giudizio debba essere l’impatto emozionale visivo, cioè l’immediata capacità comunicativa e che si debba, nello step successivo, analizzare tecnicamente e analiticamente l’opera senza sovrastrutture e sovrapposizioni in un’integrazione con la sensazione iniziale. “Il lavoro del critico d’arte dovrebbe essere quello di aiutare l’osservatore alla lettura dell’opera nei suoi aspetti di specificità tecnica e di proprietà intrinseche e nell’estrapolazione di quegli elementi che potrebbero non essere di immediata evidenza, ma esistenti nell’opera in oggetto”.  In questo periodo di grande crisi in tutti i settori “esiste una difficoltà di produzione e lettura artistica amplificata proprio da una certa critica che tende all’esagerata valutazione del nuovo”, Farachi quindi auspica il ritorno a un equilibrio critico in cui inoltre sia il sistema artistico a dettare le sue regole al mercato finanziario e non il contrario.  “L’ipereccitazione della nostra società non fa bene all’arte, risentendone la produzione che ne risulta sbilanciata da fattori inquinanti, come ad esempio l’esasperata speculazione economica. L’arte ha bisogno di maggiore calma e riflessività”. Questa l’attenta e obiettiva disanima di Farachi nell’esortazione alla necessità anche di una maggiore autocritica da parte degli addetti ai lavori che in Italia sono influenzati da una formazione in cui lo studio di una storia dell’arte basata maggiormente sui canoni della grande esperienza rinascimentale e barocca diventa, a volte,  una lente deformante che rende più difficile saper guardare all’attuale: così da parte di alcuni si cade nella stanca riproposizione di modelli ineguagliabili o, peggio, ormai esausti, altri, all’opposto, reagiscono con una sorta di rifiuto riguardo ogni tradizione. Discorso valido anche verso molti di quegli artisti contemporanei che guardano al passato con disinteresse e quasi avversione derivanti da impostazioni più ideologiche che di merito e, purtroppo, spesso da scarsa conoscenza. “L’arte non deve essere vista come rimpianto del passato, sorta di rifugio in ciò che è consolidato, ma neppure bisogna guardare al nuovo come ciò che ha valore a prescindere”.  Con questi presupposti chi sarà giudicato nel contest di Veroli potrà esser certo che i propri lavori saranno valutati con un metro di giudizio super partes.

 

Elena Dandini

Ufficio stampa Premio Art-e

 

 

Premio Art-e 2016

04-11-2016

Roberto Castellucci: tra economia e finanza

 

 

Nato a Sora, ma vissuto a Frosinone fino all’età di diciannove anni, dopo la maturità classica si è trasferito a Roma per intraprendere gli studi universitari in Scienze Politiche lavora presso la Banca d’Italia e ha una grande passione: l’Arte. Si sta parlando di uno dei relatori del seminario “ARTE CONTEMPORANEA UN FLUSSO ENERGETICO VITALE”  evento collaterale al Premio Art-e 2016 di Veroli e precisamente di Roberto Castellucci. Entrato subito nello spirito dell’intervista-chiacchierata ha iniziato a raccontarsi delineando il suo profilo professionale ed umano. “L’amore per l’arte è nato per caso e l’ho approfondito iniziando a frequentare gli studi dei più grandi pittori romani del Novecento, particolarmente quelli di Vespignani  ed Attardi. Tipico era la colazione del sabato mattina con Attardi, un momento bellissimo che mi ha segnato, Attardi inoltre scriveva benissimo, ritengo, forse meglio di come dipingesse. Non va dimenticato che all’epoca dietro gli artisti c’erano movimenti culturali e politici, come, ad esempio, il Futurismo lo è stato per Balla, invece oggi questa cosa è andata scemando. L’artista deve essere colto della propria esperienza, essere presente nel proprio tempo, cosciente di quello che fa nel presente”. In posizione polemica verso una certa critica attuale, Castellucci sostiene, infatti, che ultimamente “è la critica a creare l’artista, nulla di più sbagliato, perché la critica deve rivelare quello che è l’artista e  diffonderne il messaggio che in qualche modo egli non riesce a tirar fuori. Invece molto spesso i critici d’arte attuano un progetto più economico che artistico e in base a questo progetto movimentano alcuni artisti rispetto ad altri creando, così, un processo discriminante. Ma la colpa è anche degli artisti stessi perché l’arte è comunicazione e dietro ogni quadro ci deve essere un messaggio, un contenuto e ultimamente, con le nuove tecnologie, si  sta dando più importanza al mezzo della comunicazione rispetto alla comunicazione stessa. Esistono infiniti strumenti per trasmettere un messaggio ma questi non sono il messaggio. La velocità dei mezzi di comunicazione rende il significato effimero e riduce quello che è il prodotto reale dell’arte: il bello. Quello che conta in arte non è il momento storico in cui si produce un’opera, bensì il processo con cui si arriva alla realizzazione della stessa, conta sempre la cultura che c’è dietro al quadro e all’artista”. Castellucci ha inoltre elaborato una sua teoria comparativa tra mercato finanziario e arte :  “La crisi economica globalizzata odierna iniziata nel  2005 ed esplosa nel 2007, a causa dell’eccessiva cartolarizzazione dei titoli edilizi negli USA, procede di pari passo con quella artistica causata dalla negazione dei contenuti  nel privilegio della forma, in un discorso ormai radicato…apparire è meglio che essere!” Funzionario di banca, blogger, esperto d’arte, pittore (la sua prima “personale” si svolge, con lusinghieri esiti sia per la partecipazione che per i riscontri critici, interverrà anche il prof. Bonito Oliva, all’Hotel Eurostars Roma Congress, nel gennaio 2007), scrittore, Castellucci vive queste varie attività in modo “schizofrenico” in una vivificante dissociazione ed in una diversificazione dei ruoli che non collidono, semmai arricchiscono  una personalità intellettualmente vivace e curiosa. E’ certo che tutto ciò sarà il punto di forza del suo intervento al seminario di storia dell’arte contemporanea in programma il venti novembre a Veroli.

 

 

Elena Dandini

Ufficio stampa Premio Art-e

 

 

 

Premio Art-e 2016

 

04-11-2016

Giovani talenti dell'ABA di Frosinone, ospiti al Premio Art-e 2016

 

 

Per chi divulga e promuove Arte è d’obbligo dare spazio e voce a giovani artisti che stanno muovendo i loro primi passi in un mondo tanto affascinante quanto difficile come quello, appunto, dell’Arte. E’ ciò che sta facendo Luciano Costantini in sinergia con l’Accademia di Belle Arti di Frosinone nelle figure  del Direttore Prof. Luigi Fiorletta e della Prof.ssa Donatella Spaziani che hanno individuato delle promesse talentuose tra i loro studenti.  A partire dalla fine di settembre Costantini e chi scrive hanno avuto modo di incontrare 23 allievi dell’Accademia, selezionati per partecipare, in qualità di ospiti, al Premio Art-e 2016 di Veroli.  A dare inizio alla lunga sessione di incontri- interviste con i giovani prescelti dell’ABA è stata SILVIA RICCI, (27 anni di Isola del Liri -FR) del biennio di Scultura. Nella lavorazione di marmi e pietre, la Ricci, ricerca lo scambio, la relazione tra gli individui e in questo caso tra i fruitori dell’opera in un gioco di inganni visivi. Opere che invitano all’osservazione e al movimento in un rapporto dinamico con lo spettatore. Si prosegue con MARTA AUCONE ( 26 anni di Benevento), anch’ella scultrice, al biennio, con i suoi lavori insegue la tematica del “tempo” artefice di cambiamenti. Utilizza il  marmo, il  ferro, la corda  per creare opere che raccontino il trascorrere del tempo in un continuo divenire. Lavori dalla forte valenza simbolica in cui l’artista intervenendo sulla materia si sostituisce all’azione temporale che può causare separazioni, unioni, distanze, trasformazioni. Altro giovane allievo dell’ABA di Frosinone, LUCA SPATOLA (24 anni di Benevento) questa volta del corso di Arti multimediali , ha presentato le sue fotografie elaborate dal linguaggio multimediale in un passaggio, voluto, dalle forme naturali a quelle digitali. Spatola sta portando avanti una ricerca sugli effetti della luce, in cui la rifrazione può creare un “segno”, sviluppando il concetto di “estensione”, offrendo così diverse chiavi di lettura del medesimo oggetto di osservazione.  Dalla fotografia alla Decorazione con un’allieva del triennio , MARTINA FANFARILLO (24 anni di Alatri- Fr). Ha sottoposto come suo lavoro, un grande acrilico su tela, nato per uno stabilimento balneare. Partendo dall’idea di un pesce stilizzato, ha organizzato la decorazione come un grande mosaico di incastri e sovrapposizioni, risultato di un attento studio sulle geometrie e sui colori. Proseguendo con la classe di Decorazione, ancora del triennio, è la volta di IRENE D’ITRI (23 anni di Frosinone). Irene ha compiuto uno studio sui lavori di  William Morris, artista inglese dell’800 considerato il padre del moderno design. Da questa icona dell’ Arts and Crafts, ha tratto ispirazione per i suoi acrilici a soggetto floreale e con richiami alle decorazioni orientali, giocando sulle simmetrie e sui forti contrasti di colore. Un’altra allieva del triennio di Decorazione, BEATRICE QUATTROCIOCCHI (23 anni di Veroli), ha sottoposto alla nostra attenzione uno smalto su tela, con l’idea di partenza di creare un oggetto di arredamento in una fusione tra pittura e decorazione in un richiamo all’Optical  art. Un’opera in cui il punto focale si sposta continuamente creando un effetto, casuale, di vertigine. Ancora Decorazione, ancora il triennio per VERONICA TROMBETTA ( 24 anni di Frosinone), studiando le antiche “riggiole”, mattonelle in ceramica spesso maiolicate e decorate a mano, ha presentato il suo lavoro in MDF e tela con colori acrilici, richiamando alla memoria con disegni e colori attuali  il design delle vecchie ceramiche. Si prosegue con il secondo step di incontri ripartendo da SIMONA SOFICA GIOVANNONE (26 anni di Arpino) e con il biennio di Scultura. I suoi lavori in marmo e legno sono legati al bisogno di metabolizzare ed esorcizzare un suo particolare momento di vita. Dal chiaro messaggio emblematico ogni opera è la concretizzazione di un ricordo di ore e di anni. L’Arte è soprattutto comunicazione e MARTA CAMPIONI (27 anni di Patrica- Fr) del biennio di Comunicazione, appunto, e di Valorizzazione del patrimonio artistico ne offre ampia visione con le sue fotografie. Lavorando con particolare cura sulle luci e sulle ombre, in un rigoroso bianco e nero, crea delle vere e proprie performance con l’autoscatto sia digitale che analogico. E’ il turno del biennio di Graphic-design con ANNAMARIA IABONI (24 anni del Giglio di Veroli- Fr), anch’ella legata al “ricordo” come messaggio creativo, ha focalizzato il suo impegno sullo studio delle trasparenze nel suo lavoro- installazione dove un cubo di vetro con applicazioni in pvc,  è la moderna reinterpretazione di un più datato caleidoscopio. Altro biennio, ma questa volta di Grafica d’arte con ELISA ALLEGRETTI (25 anni di Paliano- Fr). Partendo dal concetto di “riempire e svuotare” ha presentato dei lavori di xilografia- pittura e incisioni su rame di grande impatto visivo. In un’altalena di visi, opere ed emozioni, si ritorna al triennio di Scultura con EMANUELA MORETTI ( 26 anni di Scurcola Marsicana – L’Aquila) e con le sue “piume”. Dopo un attento lavoro grafico, la giovane artista, ha proiettato la leggerezza della piuma in sculture di ferro bi e tri dimensionali. Il primo laureato dell’ABA, tra i ragazzi segnalati, MARCO FRATARCANGELI (31 anni di Ripi- Fr). Media art è la sua specializzazione e  le fotografie sono le opere che ha presentato, in una piccola selezione, di un più vasto catalogo. Attraverso la tecnica della sovrapposizione di immagini, colori e opacità realizza con un software  i suoi lavori ispirandosi alla musica che ascolta durante il processo creativo. I lavori su rame sono invece quelli di GIOVANNA FIACCO (24 anni di Torrice- Fr) del biennio del corso di Grafica. Attraverso la macchia di acido, che ha  valore metaforico di “errore”, ha creato dei cicli grafici in cui la “macchia è raccolta, cancellata, pressata ed evocata”. Stampe che lasciano libero sfogo alla fantasia del fruitore. In Accademia nascono anche delle coppie artistiche come nel caso di IACOPO SPAZIANI e GABRIELE CIPPITELLI  ( età? Di Frosinone) del biennio di Media art che insieme hanno presentato uno stormo di piccoli colibrì in origami, nato per “La Selva di Paliano” , installazione interattiva che è opera- denuncia sullo stato di abbandono in cui da anni versa questa oasi naturalistica in provincia di Frosinone. Altra laureata e questa volta in Pittura, SARA CIUFFETTA ( 30 anni di Campoli Appennino- Fr) si sta dedicando alla scultura lavorando, con un artista tedesco, a Carrara. Poliedrica si dedica anche alla fotografia in un progetto legato alle sue opere in pietra che servono anche per realizzare delle performance. Ogni studente ha le sue peculiarità, tutte interessanti, nell’offerta di un vasto panorama creativo e il nostro excursus di conoscenza continua con MARIA RAPONI (23 anni di Monte San Giovanni Campano- Fr) al quinto anno fuori corso di Decorazione. Il suo percorso artistico parte dall’Optical- Art applicando alcuni moduli nell’arredamento e nell’abbigliamento. I suoi lavori, che per altro la rilassano, sono nel più puro stile in bianco e nero con richiami al gusto british. Altra studentessa, questa volta del biennio di Grafica d’arte, è ROBERTA PANTONE ( 26 anni di Sora- Fr), nasce come pittrice e sottopone alla nostra osservazione lavori di incisione su rame con la tecnica dell’acquaforte stampate poi su carta Cina. Si prosegue con MARIANNA ZENGA ( 28 ANNI di Mignano Monte Lungo- Caserta) del biennio di Graphic –design, sta portando avanti un progetto fotografico collegato alla musica rock. In una stanza buia con luci a led colorate e la musica dei Biffy Clyro, gruppo rock scozzese, realizza le sue foto sperimentali in un discorso di arte gestuale- liberatoria. Si ritorna a Decorazione con FRANCESCO BORRELLI ( 20 anni di Cassino- Fr) studente del triennio che con l’ausilio di una spugnetta ha creato un “timbro” grazie al quale sono nati degli acrilici giocati sul contrasto negativo e positivo, nessun messaggio specifico, solo un ritorno ludico all’infanzia. Arrivati all’ultimo step di incontri, gli ultimi tre studenti, di questo lungo percorso visivo ed emozionale. SHANA CONFLITTI (19 anni di Sora- Fr) al triennio di Decorazione ha mostrato i suoi grandi acrilici su tela, frutto casuale di una sperimentazione sul colore e la pennellata. Pennellate larghe e sottili in cui il nero è dominante. MATTIA ABBALLE ( 22 anni di Isola del Liri- Fr) al triennio di Pittura ha realizzato un “libro d’artista” di grandi dimensioni, compendio dei suoi lavori con acquerelli artigianali (pigmenti e gomma arabica). Dal figurativo, con una modella, è passato ad una ricerca più concettuali sullo spazio in una sovrapposizione di immagini. Ultima studentessa del triennio di Pittura ALESSANDRA CILINO (23 anni di Cammarata- Agrigento). Durante i suoi viaggi per giungere in Accademia, studia i visi degli altri passeggeri traendone spunto e ispirazione per i suoi lavori ad acquerello. Esercitazioni sulle pose e le ombre che hanno la valenza di opere compiute. Una lunga carrellata che, con rammarico, finisce qui, non resta che augurare “ad maiora semper “ a tutte queste giovani promesse artistiche, in attesa di incontrarle nuovamente, tutte, al Premio Art-e 2016 di Veroli.

 

Elena Dandini

Ufficio stampa Premio Art-e

 

 

 

 

09-11-2016

La Maiteutica applicata all'Arte

 

 

Ultima, ma solo in ordine di tempo, la conversazione che conclude il lungo ciclo di interviste ai membri della giuria del Premio Art-e di Veroli e precisamente quella con ROBERTA SOLE. Nata a Sora, ha vissuto a Frosinone fino al momento della sua laurea in Economia e Commercio, facoltà scelta più per sfida con sé stessa e tradizione familiare che per vera inclinazione, infatti la sua vera passione, coltivata fin da giovanissima, è l’Arte. Ha sempre disegnato fin da bambina, ma il suo percorso di vita non l’ha condotta a diventare pittrice, bensì curatrice di mostre e di eventi legati comunque all’arte. La vita è fatta di incontri e di occasioni che spesso si rivelano fondamentali anche nei progetti lavorativi ed è quello che è accaduto alla Sole ormai quasi dodici anni fa. Dopo l’esperienza professionale come promotrice finanziaria, dal 2005 ha iniziato a collaborare ad alcuni eventi d’arte a Roma e non solo. Poi nel 2014 l’incontro fortunato con Maurizio Bedini che le ha proposto di gestire (insieme al critico d’arte Francesco Giulio Farachi), il suo spazio espositivo il Muef ArtGallery di Roma, un’opportunità colta al volo e la realizzazione di un vecchio sogno. La nostra chiacchierata particolarmente informale ha delineato un carattere volitivo e tenace negli obiettivi da raggiungere, “autodidatta nell’arte con il tempo ha affinato l’occhio” nel riconoscere i veri talenti che segue con cura, oserei dire, materna. Partendo dal presupposto che ogni artista è alla ricerca di conferme e gratificazioni, la Sole instaura con loro un profondo e iniziale rapporto confidenziale per “ricercare l’anima” di ciascuno. L’arte è “emozione” come quella legata al ricordo della mostra (primavera 2015) da lei ideata, soprattutto a partire dal tema: “Mostra il blu” perché “la tensione fredda del blu sempre richiama una condizione dell’anima”. Affascinata dall’arte contemporanea è sempre alla ricerca di nuovi talenti per conoscerli e promuoverli non solo a Roma, ma per sua ammissione quelli che ama di più sono Kandinsky e Miró per il vivace colorismo da cui è sempre stata attratta. “Se devo, però, andare a visitare un museo o una mostra importante preferisco sempre vedere i pittori antichi con preferenza per quelli dell’800 specie se di scuola napoletana, i Preraffaelliti, Klimt, Henri-Edmond Cross, i Macchiaioli che ultimamente stanno vivendo una riscoperta, gli artisti del periodo Liberty… mi piacerebbe poter mettere a casa un Giulio Aristide Sartorio. Di pittori contemporanei che mi affascinano ce ne sono alcuni molto interessanti. Per citarne alcuno: c’è l’italiano Agostino Arrivabene per i suoi richiami a Hieronymus Bosch, ed un giovane californiano Jeremy Mann”. In questi giorni è impegnatissima nell’allestimento e organizzazione della sua ultima creatura, in collaborazione con Francesco Giulio Farachi e Maurizio Bedini, “Emersioni - quando riaffiora ciò che hai voluto celare” mostra che s’inaugurerà il 13 novembre al Muef fino al ventidue dello stesso mese la cui protagonista è la pittrice romana Antonella Catini. Un titolo emblematico che riguarda molti artisti o aspiranti tali che, a volte, trovano difficoltà a far emergere la propria interiorità, perché “per crescere sul serio dobbiamo fare i conti con noi stessi e far emergere anche ciò che per molto tempo abbiamo cercato di nascondere, occultare”. Non resta che augurare bonne chance a tutto il team per l’evento imminente e per tutti i progetti futuri, considerando l’energia e la creatività vulcanica della Sole nel prossimo futuro la calendarizzazione degli eventi registrerà il sold out.

 

Elena Dandini

Ufficio stampa Premio Art-e

 

 

 

10-11-2016

Elio Volpari: Arte & Moda

 

 

Un’altra voce si aggiunge al “coro” delle interviste per il Premio Art-e, questa volta è la voce “colorata” di un fashion designer: ELIO VOLPARI.  Cinquantenne ciociaro con la passione della moda, da sempre, ed una grande capacità con la matita e l’acquerello nel creare bozzetti per elegantissime coutures. Vive a Roma dove si è diplomato all’Accademia di Moda e Costume nel  1986 e dove ha insegnato fashion design presso l’ Accademia Mariotti ed in vari istituti statali. Coinvolto nell’evento collaterale   "Arte-e & Moda", in sinergia con Monica Pavia,  ne ha realizzato i figurini e i tableaux. Il termine moda deriva dal latino modus, che significa maniera, norma, regola ed è sempre stata l’espressione più immediata dell’epoca corrente. La moda nell’accezione moderna del termine è nata a Parigi e Volpari , infatti, si è inizialmente avvicinato, nel suo percorso creativo, al “segno” francese ( Balenciaga, Yves Saint Laurent) . Per decenni la moda d’oltralpe ha dettato le sue regole finché non è esploso il “Made in Italy” intorno agli anni ’80 del Novecento. Il successo della moda italiana in questo periodo derivò anche da abili strategie di marketing. Milano ne strappò il primato di capitale a Firenze e a Roma. L'ideale di bellezza femminile si ispirò alla donna sportiva e snella, muscolosa e ambiziosa, di successo sia nel privato che nel pubblico. Diventarono famosi stilisti come Giorgio Armani, Ottavio Missoni, Gianfranco Ferrè, Gianni Versace, Krizia, Dolce & Gabbana. Ma tra tutti svetta, da sempre, Valentino Garavani, vera icona dell’eleganza e creatività italiane e  di cui Volpari, è un grande estimatore ritenendolo più “il sarto” che lo stilista perchè “sa creare un abito direttamente sul manichino”.  Suoi grandi amori anche Capucci, Sarli e Armani “per il suo modo di far apparire la donna più essenziale e contemporanea”. “ In Italia siamo riusciti a dare il gusto, quella particolarità, quell’ingegno,  un quid ulteriore rispetto alla Francia che conserva una grande sartorialità, mentre noi possediamo in più la creatività progettuale”. Tante epoche sono nelle sue corde, su tutte “gli anni ruggenti”, i favolosi anni ’20 “per la frivolezza, la velocità, in cui nacque una vera rivoluzione nel modo di vestire la donna che diventa androgina, moderna, ma l’epoca che ha esaltato maggiormente la donna nella sua femminilità sono stati gli anni ’40 che l’hanno resa molto glamour”.  “Se si studia la storia del costume si può notare che l’arte, l’architettura, nei secoli,  hanno fortemente influenzato la moda  traendone fonte di ispirazione.  Ai giorni nostri c’è molta più duttilità, libertà nel vestire,  ma a discapito dell’eleganza” . Volpari per i suoi bozzetti –omaggio si ispira all’arte di grandi come De Chirico, Dalì, Frida Kahlo, Paul Klee, Yves Klein, ma il suo sogno sarebbe quello di  creare una collezione ispirata ai lavori della pittrice messicana perché “  sensuale, con i suoi colori forti, passionali, sanguigni ispirati alla natura”.  Adora Dalì per la sua eccentricità , “penso alla sua collaborazione  con la stilista Elsa Schiaparelli  ed i cappelli che disegnò per le sue collezioni, uno tra tutti il  celebre cappello-scarpa .” “Per ideare un figurino vado negli empori di tessuti e toccando una stoffa particolare si accende quella lampadina che darà l’imput per la creazione dell’abito”. Predilige il verde in tutte le sue sfumature ed i colori dei paesaggi autunnali, caldi e naturali. Anche riguardo le correnti artistiche ama particolarmente l’Art Nouveau, il Liberty floreale” per la stilizzazione degli elementi  legati alla natura  che hanno caratterizzato anche l’arredamento”. Un incontro piacevole all’insegna di un’arte effimera, ma pur sempre arte, che ben si inserirà all’interno del contest di arti visive contemporanee di Veroli.

 

Elena Dandini

Ufficio stampa Premio Art-e

 
 
 
 

 

 

10-11-2016

Luciano Costantini:Il lato irrazionale di un Manager

 

 

La lunga “pagina” delle interviste dedicata principalmente  ai componenti della giuria del Premio Art-e 2016 di Veroli è quasi ultimata, manca soltanto l’ultimo, ma fondamentale “ di questo mosaico”: LUCIANO COSTANTINI, ideatore e direttore artistico dell’evento. Non sarà però la solita conversazione-intervista, ma un mio personale omaggio all’ uomo e all’artista  che in questi recenti mesi di contatto lavorativo ho iniziato a conoscere e stimare da un punto di vista professionale, nonché umano.  Nato ad Alatri, fin da giovanissimo si è dedicato alla pittura e negli anni dell’adolescenza si  è avvicinato al mondo del fumetto e del design automobilistico; nel suo studio-galleria, il SEAC, a Veroli, vi è infatti il suo primo quadro (1981) ad olio raffigurante un’auto d’epoca, precisamente una “Rolls Royce Silver Shadow II”, posto come  memoria storica dell’inizio di un percorso artistico che prosegue tutt’oggi. Dotato di grande personalità e ancor più di volontà, Costantini, è artista- manager con il grande dono di saper guardare oltre nell’individuazione delle potenzialità artistiche più nascoste. Le sue opere sono state recensite da noti critici d’arte di livello nazionale e internazionale: Elena Gollini, Massimo Rossi Ruben, Viviana Vannucci,  Francesco Giulio Farachi.  Anche per la curatela delle mostre (collettive/personali), si annoverano partecipazioni di alto profilo sia nazionale che internazionale: Vittorio Sgarbi, Massimo Rossi Ruben, Viviana Vannucci, Giuliana Sarno, Roberta  Sole, Francesco Giulio Farachi, Augusto Ozzella, Gianluca Morabito. Partito negli anni ’80 con un discorso metafisico in cui l’elemento antropico  era associato alla paesaggistica tradizionale con l’inserimento della “scacchiera”, elemento introdotto da Kandinskij nel 1920 . Costantini, negli anni ’90,  si svincola progressivamente dal dato figurativo, in una ricerca di astrattismo che si risolve nella disgregazione dell’immagine  con l’uso della spatola per la quale dimostra particolare sensibilità. Un iter interiore e di sperimentazione lo fanno approdare alla pittura digitale odierna ed alla fotografia. Annoverato tra gli autori storicizzati, nel testo CriticArt, di lui dice la Vannucci: “…Luciano Costantini -- specie nelle opere dell’ultimo biennio – raggiunge un traguardo importante del suo percorso artistico : quello di convertire la proprietà rappresentativa delle immagini in linguaggio… la sua ricerca è un’indagine sperimentale dove elementi originariamente contrastanti tra loro si incontrano, si alimentano e si sublimano, dando vita ad un lessico mirabilmente polimorfico”. E ancora su di lui, Elena Gollini … “Costantini realizza composizioni ricercate e inedite, animate dalle passioni e dalle suggestioni delle idee e dei pensieri ”, per citare solo alcune delle lusinghiere critiche raccolte negli anni. Sempre alla ricerca del dato simbolico e del contenuto : “Tutto ciò che facciamo è in definitiva una razionalizzazione della nostra volontà, nulla più che una sintesi dei nostri desideri… Occorre investigare l’architettura del pensiero retrostante, che si situa nella fase ideativa dell’opera, perché diverso è il messaggio dell’artista. Le mie opere, come tutti i lavori di autori viventi  o contemporanei del mio tempo, sono composte da due elementi: il messaggio e la tecnica. Nel mio caso il messaggio è strutturato e supportato da una sintesi di forme e colori…Per fare sintesi, tuttavia, ci vuole studio, dedizione e soprattutto costanza…” Questo è l’artista Costantini, poi c’è l’uomo con il suo vissuto, il suo quotidiano, i suoi affetti che riesce a far coincidere, amalgamare con il suo impegno lavorativo sempre supportato dal sorriso, dalla pazienza, dall’ascolto dell’altro. Mai un attimo di cedimento in un’ operazione organizzativa assai complessa che necessita doti di diplomazia oltre che di grande apertura mentale per far convergere cose e persone nell’obiettivo finale del Premio Art-e , un sogno che dura da mesi e che sta per vedere la luce!

 

Elena Dandini

Ufficio stampa Premio Art-e

 

 

 

 

 

 

 

 

25-11-2016

Comunicato stampa Premio Art-e 2016

"I Vincitori"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Evento: Premio Art-e 2016 , contest di Arte visiva contemporanea con la Direzione Artistica di Luciano Costantini e con la consulenza di Massimo Rossi Ruben e Francesco Giulio Farachi.

Luogo: Veroli (FR)

Info Line: 338/5058281

Sito web: www.premioart-e.it

Inaugurazione:  Sabato,  19  novembre  2016, h 16.30, Hotel Relais Filonardi  -  VEROLI (FR)

Durata della mostra: dal 18 al 20 novembre  2016

Orario d’apertura:  10:00 -20.00  

Curatore mostra : SEAC - Spazio Espositivo Arte Contemporanea

Pubbliche relazioni: Elena DANDINI

 

 

Il 20 novembre 2016, sono stati proclamati i vincitori del Premio Art-e 2016, a seguito della votazione della Giuria con Presidenza onoraria del Prof. Claudio STRINATI , tenutasi Sabato 19 novembre 2016 alle ore 11:00, che ha individuato i seguenti vincitori nelle rispettive sezioni artistiche:

 

 

- Raffaele BATTISTA, sez. Fotografia;

- Angelo GIORDANO, sez. Pittura;

- Massimo GIORGI, sez. Scultura/Installazione.

 

Per quanto riguarda la sezione speciale ospiti dell'Accademia di Belle Arti di Frosinone sono stati oggetto di menzione speciale:

 

- Emanuela MORETTI con le sculture della serie “Piume”

- Marco FRATARCANGELI  con l’opera “Sfu”

- Beatrice QUATTROCIOCCHI con l’opera “cubo di Rubik “

- Giovanna FIACCO (incisioni)

- Roberta PANTONE (incisioni)

 

 

Si ringraziano: Il Prof. Claudio STRINATI, le Istituzioni, gli sponsor e tutti gli addetti ai lavori che hanno permesso la risuscita del Premio Art-e 2016.

 

Si ringraziano in modo particolare gli artisti:

 

PARTECIPANTI AL CONTEST

 

PAOLA VINCENTI

JOSEFINA TEMIN

LUCA CIACCIA

SIMONA LIBERATI

OLIVA GIUSEPPE

MARIO FERRARO

ROBERTO CASTELLUCCI

CLARA DE SANTIS

LEONARDO PAPPONE

GIOVANNINO DI ROSA

LUISA VALERIANI

GIULIANA FUSARI

ANGELO GIORDANO

MASSIMILIANO MASCOLINI

BARBARA BERTONCELLI

GABRIELLA CUSANI

BARBARA LEGNAZZI

SABRINA FAUSTINI

MAURIZIO IAZEOLLA

ELENA DANDINI

GIOVANNI CALABRESE

RAFFAELE BATTISTA

LUIGI BRACAGLIA MORANTE

SALVATORE MORGANTE

ALDO PALMA

ANNA MARIA BERLINGERIO 

MASSIMO GIORGI

 

OSPITI

GENNARO VALLIFUOCO

LUIGI CENTRA

IVANA BARSCIGLIE’

GIANLUIGI BALDASARRA

CESARE PIGLIACELLI

 

OSPITI SEZIONE ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI FROSINONE

 

RICCI SILVIA

AUCONE MARTA

SPATOLA LUCA

FANFARILLO MARTINA

D'ITRI IRENE

QUATTROCIOCCHI BEATRICE                                                                                                                                                                                                                 

TROMBETTA VERONICA

GIOVANNONE SIMONA SOFICA

CAMPIONI MARTA

IABONI ANNAMARIA

ALLEGRETTI ELISA

MORETTI EMANUELA

FRATARCANGELI MARCO

FIACCO GIOVANNA

SPAZIANI IACOPO- CIPPITELLI GABRIELE (TEAM)

CIUFFETTA SARA

RAPONI MARIA

PANTONE ROBERTA

ZENGA MARIANNA

BORRELLI FRANCESCO

CONFLITTI SHANA

ABBALLE MATTIA

CILINO ALESSANDRA

 

 

 

 

 

 

 

 

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