Raccontiamo le storie e delle eccellenze artistiche.

Un focus mirato alla divulgazione delle Arti, con uno sguardo attento alle novità e alle figure  storicizzate del panorama artistico nazionale ed internazionale.

Informazione digitale sull’Arte a 360°.

Direttamente sul PC, tablet e smartphone degli amanti delle arti e degli addetti ai lavori (critici d’Arte, giornalisti, collezionisti, personaggi dello spettacolo etc…).

Firme autorevoli, e collaborazioni in tutti gli ambiti legati al mondo dell’Arte.

 

 

 

Ennio MORRICONE - intervista novembre 2017, numero 2 inArte

 

 

 

Direttore

Luciano Costantini

 

Vice Direttore

Roberto Castellucci

 

 

Gruppo di studio 

Massimo Rossi Ruben

Roberto Castellucci

Luciano Costantini

 

in collaborazione con 

 

 

 

 

Gennaio 2018, anno 2, numero 3

 

 

 

sommario

 

  • IL PERSONAGGIO: Intervista a Fabio BALDASSARRE
  • NEWS: La Galleria SEAC, gli Artisti ! 
  • FOCUS ARTISTI : Andrea FERRARI, Barbara BERTONCELLI, Alessandro BATTISTINI, Antonio RICCI, Giuseppe OLIVA, Elvira PANNO.
  • LA STORIA DELL'ARTE: La Metafisica

 

 

 

 

 

 

 

IL PERSONAGGIO

 

Intervista a Fabio Baldassarre 

 

Uno chef... cuoco!

 

Quando sentiamo la parola “chef”, la colleghiamo immediatamente ai vari personaggi che invadono i nostri televisori propinandoci ricette impossibili, a base di polmoni di rane, prostate di galline e bieta del Monte Bianco. Invece incontro Fabio Baldassarre e mi dà la sensazione, nel suo ristorante romano” L’Oliva”, di essere a casa mia. Un sorriso caldo, di derivazione paesana, incorniciato da una barbetta rossiccia, mi accoglie sulla porta del suo locale sito a Monti, il primo rione di Roma.  

Una vigorosa stretta di mano mi fa saltare tutti i saluti e i convenevoli preparati in anticipo. “Ciao Roberto”, “Ciao Fabio” e l’intervista comincia. E’ molto diverso dallo chef affettato nei modi, grassottello e precisino che ero abituato a vedere in TV… Le sue origini, subito evidenziate, risalgono infatti a un paesino aquilano, Morrea, dove vincono i valori veri dell’uomo, la semplicità, il senso di appartenenza alla comunità, l’amicizia disinteressata, la famiglia che si riunisce davanti all’avvolgente fuoco del camino. E al cibo… Cucinavano le donne della casa. Fabio conserva ancora il coltello, con tutti i segni del tempo, con il quale la nonna affettava la pasta all’uovo per ricavarne i “fini-fini”, fettuccine sottilissime che ben si legano con sughi di ogni genere. E, guarda il caso, il primo chef ad apprezzarlo è un suo conterraneo, Gilberto De Lucia, che lo assume come aiuto cuoco (commis) presso l’ambasciata di Germania a Roma. Qui segue in diretta la caduta del Muro di Berlino, preparando cene per i più importanti politici italiani dell’epoca. La leva obbligatoria lo porta all’Albergo Militare Pio XI di Roma e, dopo un’esperienza presso un ristorante giapponese a Grottaferrata e un albergo a Salisburgo, c’è la svolta della vita professionale: viene chiamato da Heinz Beck a dar vita al ristorante “La Pergola” del Cavalieri Hilton di Roma, dove lavorerà per 5 anni come sous chef, contribuendo al raggiungimento di 3 stelle della Guida Michelin.

Più snocciola risposte, più vien fuori l’aspetto umano del cuoco che contrasta con quello che mi dice fosse il copione che doveva recitare in TV: lo chef che parlava dall’alto della sua stella, con giudizi inoppugnabili, con ricette che sembravano sentenze… Sembra timido, si schermisce dietro la barbetta non curata, a volte riflette a lungo prima di rispondere ma non per questo difettando in schiettezza e sincerità. Altro contrasto…L’ambiente televisivo offre la ribalta a chi buca lo schermo con lustrini e paillettes, l’ambiente delle cucine favorisce la durezza nei rapporti con i sottoposti, l’abnegazione nel lavoro, l’instancabilità, il senso del dovere, la gerarchia.

Dopo una altrettanto prestigiosa esperienza a Le Manoir aux Quat’Saisons di Raymond Blanc, magico Relais nell’Oxfordshire, fonda “Unico”, il ristorante più alto d’Italia, al ventesimo piano del World Join Center sito a Milano. A Milano scopre un mondo diverso, fatto di rapporti più informali con i clienti e di relazioni che ampliano la sua cultura sociale. Dal momento che gestisce il ristorante in prima persona cambia anche la comunicazione, fattore strategico in una piazza esigente come quella lombarda. Il cliente diventa un habitué al quale far degustare le nuove specialità e, sperimentando all’occorrenza, coinvolgendolo nel giudizio. 40.000 clienti in un anno, cifre folli, da capogiro, da far montare la testa ad uno chef stellato e con pedigree elevato.

Quasi in risposta all’esperienza milanese, l’ultima svolta, la più recente, vede un Baldassarri molto più vicino alle origini abruzzesi. Un ristorantino a dimensione umana, circa 20 coperti, nella calda e caotica Roma anziché nella distaccata  realtà milanese, consulenze diradate (sono “finte”, confessa a microfono spento…), indifferente alla prestigiosa stella conquistata sul campo, attento all’amicizia e a chi gli vuole bene. E tra i suoi amori spicca quello più grande, la figlia, residente a Roma, la città, per questo motivo, più bella al mondo!

 

di Roberto Castellucci

 

da sx: ROBERTO CASTELLUCCI , FABIO BALDASSARRE

 

 

 

NEWS

 

La Galleria SEAC, gli Artisti!

 

Il SEAC - Spazio Espositivo Arte Contemporanea - è una Galleria d'Arte visiva contemporanea e spazio polivalente per la divulgazione e fruizione delle altre Arti (recitazione, musica, canto etc...).t

All'interno del SEAC è operativa la prestigiosa SAP - Scuola Alto Perfezionamento diretta dal Soprano Orietta Manente, voce storica di molti concerti del Maestro Ennio Morricone, e Soprano del Coro dell'Accademia Nazionale Santa Cecilia.

Questa particolaritá favorisce la fruizione della Galleria da parte di noti personaggi dello spettacolo e della cultura.

Il SEAC è situato nel centro storico di Veroli, in Piazza del Plebiscito a fianco del Palazzo del Municipio.

La città – straordinario museo a cielo aperto con i suoi gioielli architettonici -  è stata visitata da numerose personalità del campo artistico, non ultimo – nel Maggio del 2014 – da Vittorio Sgarbi, che ne ha lodato l’ottimo stato di conservazione ed il progetto di riqualificazione avviato dall’Amministrazione locale.

Nel corso della visita, il noto storico e critico d’arte ha incontrato giornalisti ed esponenti dell’ambiente accademico ed elogiato pubblicamente l’impegno della collettività nel mantenimento dell’articolato complesso monumentale della cittadina ernica. 

Il SEAC attingendo alle sinergie dell'Accademia delle Arti organizza eventi culturali - in sede ed in altri prestigiosi spazi espositivi - consentendo una migliore promozione delle opere d'Arte in esposizione, nei confronti di un pubblico selezionato, di collezionisti, critici d'Arte, e amanti delle Arti, che vengono guidati , da personale specializzato, per poter approfondire tutti gli aspetti (artistici, culturali, economici etc...) delle opere d'Arte esposte.

Il SEAC gestisce il Museo storico del Premio Art-e, che conserva opere d'Arte di noti Artisti e emergenti che hanno partecipato al Premio.

Inoltre conserva le opere vincitrici nelle varie sezioni Artistiche.

Il SEAC propone una selezionata platea di Artisti di Arti visive contemporanee, che grazie al lavoro di affinamento e perfezionamento delle loro produzioni, possono essere ritenuti autori di grande spessore Artistico.

Tra di essi vi sono sia Artisti emergenti che in fase di forte affermazione Artistica, nonché  Artisti storicizzati, di livello internazionale.

 

 

  

  • FOCUS ARTISTI : Andrea FERRARI, Barbara BERTONCELLI, Alessandro BATTISTINI, Antonio RICCI, Giuseppe OLIVA, Elvira PANNO.

La Galleria SEAC in collaborazione con il Premio Art-e, ricerca continuamente Artisti emergenti ed in fase di storicizzazione da portare all'attenzione del grande pubblico e agli addetti ai lavori (critici d'arte, giornalisti, collezionisti etc...).

Gli Artisti inseriti in questo articolo possono essere ritenuti di qualità, in quanto ognuno segue con un proprio linguaggio, un percorso stilistico e rappresentativo degno di nota.

 

 

                                                                                                                   Luciano Costantini

                                                                                                               Direttore inArte e SEAC

 

Andrea FERRARI

  

 

Studi classici, laureato con Lode in Giurisprudenza all’Ateneo di Pisa, libera professione di avvocato. Vivo lavoro a Grosseto. La mia vita è un continuo incontro con l'arte, linfa vitale per l'esistenza. Attore, regista, scenografo, creatore di originali gioielli ed apprezzato pittore espressionista. Tecnica: acrilico, olio e carboncino (con e senza pennelli). Due mostre personali gennaio e settembre 2017 Antiche Terme Leopoldine Roselle - Grosseto. Mostra collettiva a Capalbio agosto 2017 prova di selezione per la Biennale Internazionale d'Arte di Roma gennaio 2018 .All'esito segnalazione per la Biennale Internazionale d’Arte di Roma gennaio 2018.Selezionato per la Biennale Internazionale del Reale Belvedere di San Leucio ottobre 2017. Selezionato per la Biennale Internazionale di Mantova novembre 2017 Museo Gonzaga. Selezionato per la Mostra Concorso Arte Contemporanea Premio Città di Terni “Byron” ottobre – novembre 2017 Terni Museo Diocesano.

 

 

Recensione Opera "INCONTRO"

Ferrari, con le sue tele tende non alla rarefazione ma all' appiattimento della composizione, per restituire, come in un gioco fiabesco, le emozioni primordiali che sono in noi.

L'opera "INCONTRO" è una composizione studiata ed organica di colori che sovrastano il segno di quel giusto livello per aumentare l'importanza del messaggio.

Una mezza luna, una sera di intenso blu, fanno presagire una intesa emozionale, serena e solida.

 

Di Luciano Costantini

 

 

 

 

 

Per richiedere la visione on line di altre opere ed i relativi prezzi, o per visionare le opere presso la Galleria SEAC, si chiede di inviare una e-mail a: accademiadelleartiveroli@gmail.com 

 

 

 

 

 

INCONTRO - ACRILICO E CARBONCINO SU TELA - 100X120 - 2017

Barbara BERTONCELLI

 

 

Nasco a marzo del 1972 e vivo a S.Cesario in provincia di Modena. Fin da bambina mi piaceva filtrare lo spazio del mondo attraverso l’obiettivo, fotografavo le nuvole e le loro trasformazioni nel cielo. Oggi, anche per distorsione professionale, sono psichiatra, sono incuriosita dall’essere umano nelle sue molteplici sfaccettature interiori ed esteriori, che osservo con incanto e disincanto da molteplici punti di vista interiori ed esteriori. Ho continuato a dedicarmi con passione alla fotografia, scoprendo come guardo la realtà con i miei occhi. Mi piace di cogliere la spontaneità delle persone e delle cose negli istanti delle loro pose naturali, composte o scomposte, per coglierne l’essenza intima. Cerco di astrarre dalla natura, dall’arte, dall’architettura, dalle luci, dalle forme immagini che si confondano a colpo d’occhio con qualcosa di diverso dalla fotografia, talora con un’opera realizzata col pennello. L’elaborazione delle immagini, che a volte faccio, si limita a contrasti e rilievi di colore realizzati direttamente ed esclusivamente e dalla macchina fotografica. Per ora, e non mi sembra di voler cambiare idea, non conosco e non voglio imparare l’uso di programmi di elaborazione fotografica al computer. Non sono una fotografa, farei un torto ai professionisti della fotografia a definirmi tale, ma uso lo strumento fotografico per cogliere un attimo unico ed irripetibile della realtà per farne quadri. E proprio perché amo i quadri e la loro unicità, scelgo, nella maggior parte dei casi, di una fotografia di farne un’unica stampa.

 

Recensione Opera "LEGGEREZZA"

Quando l'artista Barbara Bertoncelli compone ed elabora una sua opera, non è mai per caso, e non è mai un tentativo sterile.

Tutto parte da una profonda analisi della composizione e della simbologia legata ad essa.

L'opera "LEGGEREZZA" è una foto digitale che fa parte di un progetto più ampio formato da quattro opere, che si è aggiudicato il Premio Art-e 2017 nella sezione fotografia.

Lo sguardo della donna con gli occhi chiusi, incastonato tra due piume mette in correlazione la simbologia ed uno stato d'animo fugace, a rappresentazione di un momento cristallizzato e quindi eterno.

 

Di Luciano Costantini

 

 

 

Per richiedere la visione on line di altre opere ed i relativi prezzi, o per visionare le opere presso la Galleria SEAC, si chiede di inviare una e-mail a: accademiadelleartiveroli@gmail.com 

 

 

 

LEGGEREZZA - FOTO DIGITALE - 90X60 - 2017

Alessandro BATTISTINI

  

 

Nasco a San Polo dei Cavalieri nel 1965. Fin dall'infanzia frequento la bottega di famiglia dove il bisnonno, il nonno e il papà mi trasmettono nozioni tecniche e rispetto per il legno. All'età di 15 anni, le lezioni di un mastro tornitore potenziano la mia passione creativa. Con il passare del tempo mi sento attratto dalla tecnica dell'intarsio e, con il prezioso supporto del testo di Pierre Ramond "Trattato di Intarsio", comincio a realizzare i primi lavori in tema. Dal 2014 espongo le mie opere artistiche sia esclusivamente in legno, sia in combinazione con altri materiali (vetro, ferro, alluminio ...). Tra i riconoscimenti più importanti: il premio del pubblico alla V Edizione del Concorso "Il sapere delle mani" a Nazzano (RM) con l'opera "La forza del destino"(Aprile 2014);  l'esposizione di un antologia di opere a "Bucolica - Vivere Country" presso Vaprio D'Adda (MI) (Maggio 2014); il secondo premio al Concorso Premio Accademico Internazionale di Poesia e Arte Contemporanea "Apollo Dionisiaco" (RM) con l'opera "Rigoletto"; Da Gennaio a Luglio 2015 espongo un opera al mese in qualità di finalista al concorso "Aracne - Arti per la Città" presso l'ex lanificio di Roma;  esposizione in qualità di finalista presso "RomArt" Biennale Internazionale di Arte e Cultura con l'opera "Nozze in villa" (Maggio 2015); esposizione di un antologia di opere presso il "Castello Estense di Ferrara" (Maggio 2015);  esposizione, in qualità di finalista, in Villa Doria Pamphily presso la Cascina Farsetti, con l'opera "Il Vascello Fantasma" (Maggio 2015).

 

 

Recensione Opera "EDGAR"

Di fronte ad un opera di Battistini, sorgono molteplici domande e spunti di riflessione, che portano il fruitore dell'impatto visivo dell'opera a correlarsi con essa.

L'opera "EDGAR" è una elaborazione mentale del concetto della musica, che viene trasposta in costruzione.

I due piani compositivi, che possono essere circoscritti nelle alzate formate da due violini e dal piano di appoggio  in cristallo, si coordinano tra loro tramite la grafica che viene inserita sulle traverse a vista.

Note musicali in libertà, ma certamente non caotiche che preludono ad un messaggio interiore .

 

Di Luciano Costantini

 

 

 

 

Per richiedere la visione on line di altre opere ed i relativi prezzi, o per visionare le opere presso la Galleria SEAC, si chiede di inviare una e-mail a: accademiadelleartiveroli@gmail.com 

 

 

 

 

EDGAR - SCRIVANIA IN LEGNO - 60X100X H 78 - 2016

Antonio RICCI

 

Nato nel 1943 in provincia di Frosinone, attualmente vive ed opera a Riano, in provincia di Roma.  Si dedica alla pittura, come autodidatta, a partire dalla metà degli anni ’90 essendo negli anni precedenti completamente assorbito dalla sua attività professionale di ingegnere. Appassionato  d’arte, pratica però con costanza il disegno fin dalla giovane età avendo avuto, peraltro, grande e determinante insegnamento dall’indimenticato M° Franco Verroca durante gli anni del liceo scientifico. Alla continua ricerca di proprie forme di linguaggio pittorico, maturate proprie proposte artistiche, comincia ad esporre solo nel 2009 con l’Associazione “Cento Pittori Via Margutta” di Roma proseguendo poi, per gli unanimi consensi di pubblico e gli apprezzamenti critici, in un crescendo di partecipazioni a eventi d’arte e concorsi di alto profilo artistico riscuotendo importanti riconoscimenti.  Nel 2012 entra a far parte della prestigiosa Accademia di San Lazzaro presieduta dal Critico d’arte Daniele Radini Tedeschi. Nel 2014 una sua opera entra in collezione permanente al MAGMA  “Museo d’arte contemporanea” di Roccamonfina (CE). Sue opere sono in esposizione permanente presso la Pinacoteca della Facoltà di Belle Arti di Luxor (Egitto), la “Peace Art Gallery” di Palo Alto – San Francisco (CA) e la Pinacoteca della Galleria d’Arte Stomeo di Martano (LE).

 

Recensione Opera "STATI DELL'ANIMO 1"

Antonio Ricci, rappresenta il reale e l'irreale con opere pittoriche che fotografano particolari che spesso sfuggono alla macchina fotografica.

Con la sua pittura mette in evidenza volumi, corpi, colori e composizioni frutto di una attenta progettazione.

L'opera "STATI DELL'ANIMO 1" non è una mera rappresentazione della realtà, come farebbe presagire l'attenta tecnica di realizzazione, ma una introspezione dell'individuo attraverso la tecnica della pittura realistica.

Piegando la luce ed i colori al fine ultimo del messaggio, l'opera entra in una terra di mezzo, imperscrutabile se non avvicinata con la determinazione di afferrare un messaggio che viaggia su livelli diversi da quelli quotidiani.

 

 

Di Luciano Costantini

 

 

 

 

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STATI DELL'ANIMO 1 - OLIO E SABBIA SU TELA - 90X60 - 2015

Giuseppe OLIVA

 

 

Giuseppe Oliva nasce a Vittoria (RG) il 13 ottobre del 1949, ma all’età di undici anni si trasferisce a Trapani, dove avviene la sua  maturazione umana e dove si cimenta nei suoi primi esperimenti artistici. L’atmosfera, le luci, i colori della sua Sicilia lasceranno un’eco profonda in tutta la sua produzione.  Con le sue spatolate dense ed intense, così come definito dal Prof. Sgarbi,  cerca di addentrarsi all’interno della realtà, nel tentativo di andare oltre, nell’esasperazione della dicotomia tra “immensamente grande” e “minimamente piccolo”, entità distinte l’una dall’altra, ma che si compenetrano in quanto l’uno parte dell’altro. Colori, forme e segni affiorano in superficie e compongono una materia pittorica densa e pregnante di significati  Tutte le opere pulsano di vita, di dinamismo, di movimento e avvolgono lo spettatore dentro uno scenario dove può liberamente dare la propria lettura interpretativa, cogliendo chiavi eterogenee e sempre nuove, all’insegna di un linguaggio comunicativo mai scontato, mai banale e mai ripetitivo. Sino adesso è autore di alcune  personali realizzate tre a Varese  nel 2009 e nel 2012 e 2015 , una a Trapani nel 2011, con cui ha coronato i suoi sogni: portare i suoi colori nella sua Sicilia,  una nell’agosto del 2016 a Bassano del Grappa ed infine a Venezia nel 2017. Ha partecipato nel 2012 e nel 2014 e nel 2015  alla Fiera Internazionale Arte Padova, nel settembre del 2013 ha esposto  a Padova presso la Galleria Civica. Nel 2014 e 2015 e 2016 ha partecipato   a Spoleto Arte e Spoleto incontra Venezia. Nel 2015 a Possagno (TV) all’interno del Museo Gipsoteca Canova e nel gennaio 2016  a  Torino all’interno del MIT.  Nel maggio del 2016 le sue opere sono state esposte al PAN di Napoli, all’interno della manifestazione “ Spoleto Arte incontra Napoli”, nel settembre 2016 a Sanremo., nel febbraio 2017 a Berlino - Full Games Berlin 3, a  febbraio 2017 al MIIT Torino, Maggio 2017 a Bologna, dall’8 maggio al 17 giugno 2017 Pro Biennale di Venezia, dal 25 giugno al 6 luglio.2017 a Udine  e dall’11 al 15 ottobre 2017 Biennale di Milano.

 

 

Recensione Opera "EMOZIONI DI UN MOMENTO"

La padronanza di Oliva nel comporre opere materiche porta a chiedersi fin dove si può inoltrare la pittura contemporanea, senza perdere il senso intrinseco dell'immagine reale, che è stata per secoli il filo conduttore delle produzioni artistiche.

L'opera "EMOZIONI DI UN MOMENTO" è di elevato impatto materico che affidandosi alla luce, restituisce l'azione energica con la quale è stata costruita. De Dominicis diceva che un'opera d'arte doveva restituire l'energia spesa per la sua produzione, ed in questo caso le parole del grande artista trovano affermazione.

 

 

Di Luciano Costantini

 

 

 

Per richiedere la visione on line di altre opere ed i relativi prezzi, o per visionare le opere presso la Galleria SEAC, si chiede di inviare una e-mail a: accademiadelleartiveroli@gmail.com 

 

EMOZIONI DI UN MOMENTO - OLIO SU TELA - 100X100 - 2016

Elvira PANNO

 

 

Premio Ricoh, dal 15 al 27 Febbraio 2011, spazio Oberdan, Milano.Expo arte Bari Maggio 2012.Collettiva con Arte il Faro Dicembre 2013 Esposizione al Minotauro, luglio 2015.II Edizione Movimento Arte Pavia, Aprile 2016,Arte in Strada, Ceretto Lomellina, Settembre 2016 Prigionieri di un sogno, Associazione AR.CO, Novembre 2016.Arte in Vigevano, Cavallerizza, Novembre 2016. III Edizione Movimento Arte Pavia, Dicembre 2016. Rassegna internazionale d'Arte con Arte Energia, generazioni a confronto, Roma, Gennaio 2017 .Esposizione collettiva, Museo Mit, Torino, Febbraio 2017. Sentieri Astratti, Altheo Home, Milano, Febbraio 2017 .Femminile come Arte, Vigevano, Aprile 2017 .Fuori Salone, Altheo Home magazine, Milano, Aprile 2017 .Donne di quadri, collettiva Aprile 2017, castello sforzesco, Vigevano. Vigevano in fiore, Aprile 2017, Outartlet Gallery. Mostra collettiva, villa Crespi ai Ronchi da Giugno/Agosto 2017, Vigevano. Mostra collettiva, palazzo Collacchioni, Capalbio ( GR), Agosto 2017. Premio Art-e 2017, Veroli (FR) Dicembre 2017.

 

 

Recensione Opera "MASCHERE DI SUPERFICIE"

La Panno compone opere che assorbono tempo ed energia per la loro codificazione, ma che le restituiscono contestualmente, con uno scambio impercettibile fatto di pesi e contrappesi. L'immagine porta con se altre immagini che tendono a riverberarsi, per poi sfociare in spunti di riflessione.

L'opera "MASCHERE DI SUPERFICIE" è portatrice di  messaggio da interpretare con la propria sensibilità, sintesi di volti con maschere che porgono lo sguardo , intrecciati in una composizione equilibrata, ma contestualmente caotica.

Maschere e sguardi multipli, che a volte non interaggiscono completamente , a conferma dei paradossi dell'epoca digitale, che ci pone e ci contrappone verso gli altri con una maschera.

 

Di Luciano Costantini

 

 

Per richiedere la visione on line di altre opere ed i relativi prezzi, o per visionare le opere presso la Galleria SEAC, si chiede di inviare una e-mail a: accademiadelleartiveroli@gmail.com 

 

 

MASCHERE DI SUPERFICIE - ACRILICO, FOGLIAD'ORO SU TELA - 60X60 - 2017

LA STORIA DELL'ARTE: La Metafisica

 

 

Corrente pittorica che si sviluppa a partire dall'incontro fortuito a Ferrara nel 1916-17 dei fratelli Giorgio De Chirico e Alberto Savinio con Carrà e De Pìsis (Filippo Tibertelli). Morandi vi aderirà più tardi. Va però precisato che suggestioni metafisiche erano già rilevabili nella serie delle "Piazze italiane" e degli "Interni metafisici" dipinti da De Chirico negli anni '10, tele abitate da un clima di inquietante estraneità e di allucinata tensione.

 I pittori metafisici offrono una visione enigmatica della realtà. Gli oggetti, per loro, costituiscono la "rivelazione magica" di un "realtà metafisica" che non ha alcun rapporto con la realtà storica e naturale; accostati in modo incongruo essi producono un effetto estraniante. Paesaggi urbani e nature morte sono immersi in un'atmosfera onirica, quasi spettrale, resa ancor più sinistra dal minuzioso trattamento realista con cui gli oggetti e lo scenario prospettico sono definiti.

La pittura metafisica non tiene conto dei risultati delle esperienze avanguardistiche e rivendica il valore primario della tradizione figurativa italiana.

Nell'ambito di questa corrente si possono individuare due tendenze. Nella prima, ricca di suggestioni simboliche e letterarie in cui confluiscono elementi "neoclassici" ispirati al pensiero di Nietzsche e di Schopenhauer nonché alla pittura di Böcklin, vi prevalgono la dimensione magica ed enigmatica (De Chirico e Savinio). La seconda, interessata a problematiche più strettamente pittoriche e formali, trae invece profitto dalle esperienze puriste dei "primitivi" italiani dei '300 e '400, per un'arte che esalti una "poetica delle cose ordinarie" (Carrà e Morandi).

 

Altri pittori sensibili alla poetica metafisica  furono: CampigliCasorati, Donghi, Sironi, Soffici, Soldati, Tozzi. La diffusione delle idee estetiche del movimento fu svolta dalla rivista Valori plastici (1918-22).

 

Piazza d’Italia con cavallo, ca. 1970 Oil on canvas 17 9/10 × 21 4/5 in 45.4 × 55.3 cm

 

InArte

 

Direttore

Luciano Costantini

 

Vice Direttore

Roberto Castellucci

 

 

Gruppo di studio

Massimo Rossi Ruben

Roberto Castellucci

Luciano Costantini

 

Tutti i diritti riservati Accademia delle Arti ©

 

 

 

Novembre  2017, anno 1, numero 2

 

 

 

sommario

 

  • IL PERSONAGGIO: Intervista a Ennio Morricone

 

  • IL PERSONAGGIO: Intervista a Corrado Collalti

 

  • NEWS: Premio Art-e 2017

 

 

 

 

IL PERSONAGGIO

 

Intervista a Ennio Morricone 

 

 

 

Come non provare una grande emozione intervistando il più grande musicista italiano del nostro tempo? E, si badi bene, sottolineo italiano per la sua nazionalità, non già per la sua fama che, ormai, si diffonde dall’Oriente al West…  Ovviamente sto parlando del Maestro Ennio Morricone, compositore, direttore d’orchestra, trombettista, arrangiatore…  Il pubblico lo conosce principalmente per le colonne sonore che hanno dato un’eco musicale a film di grande successo ma la sua produzione è talmente estesa da interessare diversi settori (cito, scegliendo con difficoltà tra le sue mille attività, cattedratico all’Accademia di s. Cecilia, direttore d’orchestra, compositore di colonne sonore del filone western all’italiana di Sergio Leone, compositore di successi di musica leggera come Sapore di sale o Se telefonando, compositore di musica classica…). Stessa difficoltà nello scegliere tra i premi vinti, due Oscar, tre Grammy Awards, il Leone d’Oro alla carriera… Ma veniamo al personaggio.

Attenzione, premura e rispetto, queste sono le prime parole del Maestro alla mia domanda sul segreto del suo successo. L’attenzione è verso gli stimoli che la vita gli manda: la famiglia, la musica, il pubblico, i film, l’insegnamento, la società, la politica… Ennio Morricone cerca di coglierli per poi trasporli sul pentagramma, scolpendone con dovizia i particolari. La premura è l’onestà intellettuale che caratterizza la sua opera: ascoltando un suo brano lo vediamo, lo sentiamo, lo conosciamo per ciò che è veramente, nella sua geniale semplicità. E il rispetto verso chi? Mi precisa, quasi avesse letto la mia domanda nel pensiero, che il rispetto è stato sempre forte verso tutti coloro con i quali ha collaborato e, in particolare, verso i produttori e i registi dei film: non ha mai dubitato sulla qualità delle pellicole da musicare. E’ anche vero però, aggiungo io, che ha lavorato con artisti del calibro di Sergio Leone, Duccio Tessari, Sergio Corbucci, Brian De Palma, Oliver Stone, Quentin Tarantino…

Che cosa è la musica per il Maestro? E’ un’arte che si distingue da tutte le altre perché non si può né toccare né vedere e, in uno slancio romantico, afferma che la musica è nell’aria, quasi “la respiriamo”. I suoni diventano molecole di ossigeno necessarie per la nostra vita, non possiamo farne a meno. Non a caso il titolo della sua autobiografia, pubblicata nel 2016 (Mondadori Editore) e scritta in collaborazione con De Rosa, è “Inseguendo quel suono”. E quelle molecole di ossigeno vengono rielaborate dal cervello trasformandole in molecole di “pensiero”. Il Maestro, poi, espone in poche parole una sua teoria sull’esigenza che lo spinge, e ci spingerebbe, a fare musica: è un bisogno meccanicistico, una necessità del nostro cervello che prescinde dal cuore, almeno inizialmente, dando soddisfazione a ideali compositivi. Poi, una volta scritto lo spartito, l’ascolto dei suoni coinvolge l’emozione, il sentimento, lo stato d’animo sia nel compositore che nell’esecutore che nell’ascoltatore.

Entrando più nel personale, poi, il Maestro Morricone ricorda le sue origini familiari con un affetto che tradisce nostalgia: i nonni paterni vivevano ad Arpino, uno stupendo paesino della Ciociaria, terra alla quale sente ancora di appartenere. Non a caso il prossimo 9 dicembre il Maestro presenzierà la giuria del Premio Art-e, evento artistico in programma a Veroli, un altro meraviglioso paese della sua terra (e della nostra terra Ndr.), ricco di arte, di storia e di cultura.

 

di Roberto Castellucci

 

 

Intervista rilasciata al Premio Art-e 2017

www.premioart-e.it

 

 

 

 

 

IL PERSONAGGIO

 

Intervista a Corrado Collalti 

 

La velocità è un’arte? A dirla con Balla, anzi, con Futurballa, è sicuramente un’arte, anzi, ne è uno degli aspetti più importanti. Anche il semplice movimento può interessare l’uomo, deve interessarlo perché è alla base della vita, ne è il motore. Ma dietro un motore si nascondono non solo funzionalità ma anche linee, estetica, fascino, emozioni… Per diradare i miei dubbi, in un assolato pomeriggio estivo sono ricevuto da Corrado Collalti nella sua abitazione ciociara. Sono qui per intervistarlo nella sua veste di Presidente della Federazione Veicoli d’Epoca. Per me, però, prima di tutto è un amico. Non a caso mi accoglie in soggiorno, anziché nello studio pieno di ricordi e titoli conseguiti in una carriera professionale intensa e importante non solo in ambito locale ma anche nazionale. Ma veniamo alla Federazione. Nata due anni fa per volontà di club importanti, tra i quali l’Associazione Culturale Motorismo Storico Italiano, ha sede a Roma e rappresenta 150 club sparsi in Italia con quasi 18.000 soci aderenti. L’attività si dispiega sostanzialmente su due linee: da una parte sollecita interventi legislativi e dall’altra organizza eventi sociali. Per quanto riguarda il primo aspetto si assiste da anni a una discriminazione circa il riconoscimento pubblico degli enti certificatori (dell’interesse storico di un veicolo) che, costituito un oligopolio, approfittano delle maglie ampie della Legge per imporre tariffe ai richiedenti. Inoltre esiste una vacatio legis, oltre che per il riconoscimento di veicolo storico,  per quanto concerne veicoli (auto e moto) che di fatto esclude dai benefici fiscali (esenzione dal pagamento del bollo) e dalla riduzione del premio assicurativo le automobili che, pur dotate di particolarità tecniche o prodotte in numero limitato, hanno meno di trent’anni di età. In queste considerazioni riconosco il carattere fiero e orgoglioso di Corrado che, da Presidente della FVE, rivendica con coraggio i diritti di tanti piccoli proprietari di auto storiche contro le potenti lobbies del settore. Arriviamo così all’attività più in vista della sua associazione e qui è facile ricordare i raduni domenicali ai quali spesso assistiamo nelle città e nei paesi italiani, con rombi musicali  inconsueti e colori nostalgici incorniciati dai nostri campanili. Precisa Corrado che, ogni volta che viene organizzata una manifestazione di veicoli storici, sono previsti una serie di eventi, culturali, artistici, enogastronomici volti a valorizzare le caratteristiche della località prescelta sia nell’ambito dei beni archeologici che architettonici. Per concludere l’intervista cerco di solleticare la sensibilità motoristica di Corrado chiedendogli qualcosa di più circa le sue preferenze tecniche. Mi cita una serie di moto e automobili, da lui possedute (es. Laverda, Aurelia, Balilla …), che svelano la predilezione per il made in Italy: i veicoli storici italiani sono i più ambiti sul mercato perché tecnologicamente all’avanguardia, in ogni epoca. Purtroppo la legislazione italiana penalizzante (i proprietari sono soggetti spesso ad accertamenti fiscali da parte dell’Agenzia delle Entrate) ne favorisce l’esportazione e il nostro Paese si impoverisce sempre di più di beni rari, orgoglio tecnologico e storico di una Nazione. A conclusione della chiacchierata, mi accorgo che i suoi occhi sono lambiti da un velo d’emozione, collegato probabilmente a veicoli che hanno fatto la storia del motorismo italiano… Eureka, la velocità è un’arte!

 

di Roberto Castellucci

 

 

 

 

NEWS

 

Premio Art-e 2017 

 

 

Siamo abituati a pensare a una mostra d'arte come ad un progetto chiuso e definito, dove un soggetto (il curatore o promotore) si assume il compito di scegliere a priori uno o più artisti, di individuare un tema e di creare, così, un organismo fatto e finito, pronto ad essere esibito, con una discreta sicurezza sul risultato, al pubblico. Quando, però, si esce dalle piste tracciate e ci si spinge sul terreno delle sperimentazioni culturali, i risultati possono essere sorprendenti: è l'esperienza di Premio Art-e, un evento sociale più che espositivo e un contest che capovolge le consuete modalità organizzative. 

 

L'obiettivo non è la sintesi, ma l'espansione. Così il 9 Dicembre, nell'elegante Hotel Relais Filonardi, il Direttore artistico ed ideatore del premio Art-e, Luciano Costantini, - fondatore dell'associazione Accademia delle Arti - inaugurerà dalle ore 15.00 con l'apertura delle sale espositive, il concorso artistico.  In questa edizione la selezione ha attratto Artisti ed  opere provenienti non solo da molte parti d'Italia (Lazio, Umbria, Sicilia, Lombardia, Toscana...), ma anche dal resto del Mondo (Canada, Messico, Australia, Bulgaria, Francia). Coinvolti anche gli alunni delle scuole di Veroli nella sezione speciale “Dipingi Veroli” che raccoglierà una selezione di  oltre 50 opere degli  studenti  incardinate sulle bellezze architettoniche e naturalistiche del bel paese ernico, che saranno messe in vendita per acquistare strumenti per i laboratori scientifici delle scuole partecipanti. Una sfilza di nomi importanti e noti si avvicenderanno, ognuno per la propria specializzazione, ai microfoni nella giornata del 9 dicembre: l'editore Massimiliano Mancini, il delegato provinciale FAI Luigi Spaziani, Salvo Iavarone per la Federazione "Italia che vola", Andrea Chietini Presidente della Fondazione Umberto Mastroianni, Corrado Collati Presidente FVE  (Federazione Veicoli d'Epoca), Massimo Rossi Ruben saggista e Critico d'Arte, Simone Cretaro Sindaco di Veroli e Cristina Verro Assessore alla cultura, Gianluca Scaccia Presidente della Pro loco Locale ed il dirigente scolastico Salvatore Cuccurullo. Spicca fra tutti il nome di Ennio Morricone, Presidente onorario di giuria che sarà presente con un'intervista esclusiva rilasciata telefonicamente a Roberto Castellucci addetto alle pubbliche relazioni e relatore. L'arte sfocerà nella musica con l'esibizione della virtuosa soprano Orietta Manente, accompagnata dal pianista Luigi Mastracci. Seguirà lo spettacolo  teatrale "Famiglia:variazioni sul tema" a cura dell'attore Nicola Masotti e delle stesso pianista Luigi Mastracci, con parte dei testi scritti da Monia Lauroni. L'evento è patrocinato dal Comune di veroli, dalla Regione Lazio, dalla Provincia di Frosinone, dal FAI Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con la Pro Loco di veroli, l'Accademia di belle Arti di Napoli nella veste di "segnalatrice" di artisti talentuosi  e l'Istituto Comprensivo Veroli Primo. Dopo l'inaugurazione del 9 Dicembre per la  presentazione e l'assegnazione del Premio 2017 la mostra rimarrà aperta fino al successivo 16 Dicembre, con apertura al pubblico dalle ore 10:00 alle 12:30 e dalle 15:30 alle ore 19:30. Gran parte delle opere saranno visibili nelle storiche sale del Chiostro di S. Agostino. In tutto questo Bernard Berenson avrebbe ritrovato gli amati verdi intrisi di ocra bionda,  le luci intime di certi interni nascosti, la paziente minuzia della foglia sui rami e l'umile chinarsi delle ombre nel mistero sconfinato dell'arte ed avrebbe teso la mano a chi tutto questo lo ha ideato, seguito e diretto: l'Art Manager Luciano Costantini.

 

 

 

di Monia Lauroni

             

 

 

InArte

 

Direttore

Luciano Costantini

 

Vice Direttore

Roberto Castellucci

 

 

Gruppo di studio

Massimo Rossi Ruben

Roberto Castellucci

Luciano Costantini

 

Tutti i diritti riservati Accademia delle Arti ©

 

 

 

Luglio 2017, anno 1, numero 1

 

 

 

sommario

 

  • IL PERSONAGGIO: Intervista al Direttore dell'Accademia di Belle Arti di Frosinone

 

  • NEWS: Mostra Premiale "Premio Art-e 2016" al MARTE di Cava de' Tirreni

 

  • IL PERSONAGGIO: Orietta Manente voce del bel canto, del nostro territorio

 

  • PUNTO DI VISTA DAL SEAC...PILLOLE DI ARTE QUOTIDIANA: "quello lo potevo fare anch'io!"

 

 

 

 

IL PERSONAGGIO

 

Intervista al Direttore dell’Accademia di belle Arti di Frosinone

 

 

Prof. Luigi Fiorletta

 

 

 

 

 

Ero convinto che l’essere professore fosse una caratteristica vitalizia e che l’essere manager pubblico fosse legato, invece, alla durata dell’incarico: ebbene, il prof. Luigi Fiorletta, Direttore dell’Accademia di belle arti di Frosinone, mi ha fatto ricredere sul convincimento. E’ infatti un manager a tempo pieno, di giorno come di notte, all’Accademia come a casa, a Frosinone come …nel mondo! Ma andiamo per ordine.

Artista, già docente ordinario in Decorazione e Allestimento Spazi Espositivi e Museali e docente della scuola di specializzazione in Eventi Artistici e Culturali dell’ Accademia di Belle Arti di Frosinone, Direttore della stessa, membro della Giunta della Conferenza delle Accademie di Belle Arti Italiane, componente  della giuria di qualità del Premio Art-e 2016 di Veroli ma, soprattutto, organizzatore di grandi eventi pubblici (annovera, tra gli artisti curati, Mirò e Picasso…).

Perfettamente in orario per l’intervista concessa, il Direttore mi aspetta all’ingresso dello splendido edificio “Pietro Tiravanti”, magistralmente ristrutturato su sua indicazione (mi ha spiegato, poi, con l’intento di rispettare la vecchia struttura del 1929).

E’ tra i suoi collaboratori e i suoi ragazzi e ispira, sin dalla stretta di mano, quella autorevolezza frutto di “lavoro, lavoro, lavoro…”. Mi fa accomodare nella sua stanza, arredata con fine semplicità e impreziosita da qualche strategica opera d’arte. Mi confessa, con un certo pudore, che un quadro posto alle sue spalle, astratto bianco con geometrie in rilievo, è una sua opera: resterà l’unico vezzo, peraltro ampiamente condivisibile, di una intensa chiacchierata.

Il Direttore, ricordando le difficoltà affrontate da acerbo artista, confessa la scelta operata a favore dei giovani: favorire la loro introduzione nel mondo dell’arte organizzando eventi ad hoc, sulle quali porre le basi per sviluppi lavorativi futuri. Lavorare per i giovani.

Poi, di seguito, un’altra sfida: lavorare con i grandi artisti del passato prevedendo mostre di caratura internazionale coinvolgendo, nell’organizzazione, gli studenti dell’Accademia. Lavorare con i giovani.

Parlando dell’Accademia, se da una parte denuncia la scarsezza di finanziamenti da parte del MIUR, dall’altra rivendica i numerosi successi conseguiti dalla struttura. Dall’ormai consolidata ristrutturazione dell’antico edificio “Pietro Tiravanti” (definito da due celebri artisti: Bruno Ceccobelli “un’accademia svizzera” e da Marco Tirelli “un’accademia tedesca”) alla consistente partecipazione del pubblico locale ai numerosi eventi del programma, dalla crescita quantitativa e qualitativa dell’offerta di corsi universitari (le iscrizioni sono aumentate del 100% in cinque anni) all’affermazione di artisti provenienti dall’Accademia.

Un altro successo, questo forse ancora più importante, è l’apertura all’esterno, al mondo del lavoro, per gli studenti dell’accademia. In questa prospettiva si inserisce, ad esempio, la progettazione del parco che riqualificherebbe il Matusa, lo stadio in via di smaltimento. Ancora più proiettato al mercato è, poi, la collaborazione con una società per la progettazione di occhiali. Sono in bando anche delle borse di studio finanziate interamente attraverso sponsorizzazioni private. E poi mille contatti, mille offerte di lavoro, progetti, disegni, siti web, video, decorazioni ma soprattutto idee: “…lavoro, lavoro, lavoro.” Bandita l’autoreferenzialità.

All’interno nuovi corsi, sempre più attuali: “Arte sacra contemporanea” e “Food design”, approvati già dal MIUR e attivabili dal prossimo anno accademico.

Il Direttore poi, davanti a mia specifica domanda, rivendica più attenzioni e spazi informativi dalle amministrazioni locali, sia sul web che per le strade: Frosinone non ha solo il calcio ma ha anche un museo di arte contemporanea all’interno dell’Accademia di belle arti, per questo unico in tutta Italia. Peccato che i fondi non ne permettano l’apertura nel week end…

Fra un anno e mezzo il Direttore andrà in pensione ma…smetterà di essere un manager? No, sarà vicino ancora all’Accademia, con buona pace della famiglia che più di tutti risente del suo impegno a tempo pieno. Mentre l’intervista sta per volgere alla fine, il Direttore respinge l’ennesima telefonata per cortesia nei miei confronti.

Riprende il filo e snocciola dati sull’ennesimo successo: un asta di beneficenza di quadri il cui ricavato servirà a costruire una scuola per i bambini di Accumoli, paesino marchigiano devastato da un recente terremoto. Tanti artisti famosi hanno donato un’opera, grazie proprio all’autorevolezza del…Direttore (ndr)!

Arte è la trasmissione del proprio intimo pensiero al fruitore, senza giustificazioni, perché questi lo interpreti. Il valore di un artista lo si misura sia in base alla qualità della trasmissione stessa, sia in base alla sua dedizione al lavoro (“…lavoro, lavoro, lavoro”). L’artista deve impegnarsi tanto nel lavoro ma non deve trascurare il confronto con altri artisti, anche del passato. Il Direttore, poi, completa il suo pensiero rivelandoci che un artista può passare dal figurativo all’informale, ma mai viceversa. Proprio perché la qualità artistica deve aumentare di pari passo a quella umana e quindi il figurativo costituisce la base lavorativa per la crescita che può realizzarsi nell’informale.

Quando un artista raggiungerà un buon livello di maturità, potrà allora diventare competitivo anche sul mercato, evitando speculazioni soprattutto da parte dei galleristi meno propensi ad aiutare gratuitamente i giovani per un sano percorso professionale. E, poi, ragazzi, osate…, raccomanda il professore.

 

 

Un grande rammarico: non aver potuto organizzare un evento di grande portata nella sua terra, la Ciociaria. Perché? Il Direttore attribuisce questa mancanza alla miopia delle istituzioni pubbliche e private, che non riescono a comprendere che il vero valore aggiunto non è il ritorno economico immediato ma la partecipazione del pubblico. Il pubblico, se numeroso, costituirà un volano per tutte le attività vicine all’evento e allora sì che ci sarà un vero rendimento, sia culturale che economico. Sarà la sua ultima sfida? Forse sì, l’amore per i suoi ragazzi e per la sua terra è troppo forte per arrendersi…

 

di Roberto Castellucci

 

NEWS

 

Mostra Premiale "Premio Art-e 2016" al MARTE di Cava de' Tirreni

 

 

da sx: Massimo Giorgi, Luciano Costantini, Raffaele Battista, Angelo Giordano

 

 

 

 

 

 

E’ stata inaugurata il  3 giugno, a Cava de’ Tirreni, presso il MARTE- Mediateca Arte Eventi, la mostra collettiva degli artisti Angelo GiordanoRaffaele Battista e Massimo Giorgi, vincitori dell’Edizione 2016 del Premio Art-e, rispettivamente nelle sezioni “Pittura”, “Fotografia” e “Scultura/Installazione”. 

 

La rassegna, prima del ciclo itinerante di 4 esposizioni organizzate dall’Associazione culturale Accademia delle Arti di Veroli (FR) – Ente promotore del Premio Art-e – tramite la Galleria d’Arte SEAC di Veroli (FR), allo scopo di promuovere le produzioni degli artisti vincitori dell’edizione 2016 del contest.

 

Altre prossime tappe del ciclo di mostre premiali saranno Roma (presso il MUEF ArtGallery, dall’8 al 15 luglio), Milano (presso la Galleria Spazio E, dal 30 settembre al 6 ottobre) e Benevento (spazi espositivi della Rocca dei Rettori, dall’8 al 15 ottobre). All’ultima tappa della manifestazione – nella suggestiva cornice longobarda – esporranno le loro opere i 48 artisti partecipanti all’Edizione 2016 del Premio. 

 

A latere dell’evento principale, si è tenuta un’esposizione collaterale dell’artista Luciano Costantini (Direttore dell’Associazione culturale Accademia delle Arti), dal titolo “The red line project”, che nelle intenzioni del poliedrico autore ha lo scopo di unire con un “fil rouge” le performance degli artisti partecipanti all’edizione 2016 del Premio Art-e durante tutte le tappe Italiane.

 

 

IL PERSONAGGIO

 

Orietta Manente voce del bel canto, del nostro territorio

 

 

 

 

 

 

Soprano lirico, Orietta Manente canta da quando è nata e forse anche da prima. La intervisto in una stupenda sala prove dell’Auditorium del Parco della Musica, rivestito in prezioso legno di biondo noce,  appena terminate le prove con l’orchestra dell’Accademia di s. Cecilia (impressionante la grandezza della sala, 80 postazioni per 80 musicisti!) La passione viene guidata inizialmente dalla famiglia, importantissima per la formazione di Orietta. Si diploma giovanissima al Conservatorio di Frosinone, dove frequenta le lezioni di grandi maestri come Roman Vlad,  Wolf Ferrari ed Ennio Morricone.  Le specialità della casa? Il “LA” naturale, la respirazione diaframmatica che le consente acuti irraggiungibili agli umani e una intonazione perfezionata, sotto la severa guida di Roman Vlad, al “quarto di tono”. Proprio di questa particolarità si innamora Ennio Morricone e, appena diplomata, comincia il proficuo sodalizio al quale si devono memorabili concerti di musica classica e famose colonne sonore di film. Morricone, una persona semplice che amava spostarsi in treno per i concerti e mangiare un panino insieme a tutti gli altri musicisti, dà molto spazio alle performances della giovane e promettente artista, utilizzandone appieno le potenziali vocalità. Vince, dopo un’agguerrita selezione, il concorso per entrare nel Coro Polifonico della RAI: i viaggi e le esperienze all’estero si moltiplicano, ma Orietta vuole ampliare il suo repertorio, la sua professionalità, la sua versatilità: appena ha un momento libero, tra un volo e l’altro, studia canto lirico. Inizia l’attività concertistica vincendo importanti concorsi quali Mondovì, Callas, Maria Caniglia, Spoleto, Cosenza e Pavarotti International. La fama arriva folgorante, la sua voce fa sognare in ogni angolo del mondo. Ma un elemento nuovo si affaccia nella vita di Orietta che, oltre ad essere una cantante affermata, è una donna che vuole realizzarsi anche nel suo ambito più intimo, desidera infatti avere una famiglia. I suoi viaggi si riducono, del resto l’attività di attenta mamma non le consente trasferte troppo lontane dalle pargole. Vince così il prestigioso concorso a primo soprano dell’Accademia di Santa Cecilia. Contemporaneamente sale la domanda di sue lezioni che ne fanno un’insegnante molto richiesta. Abbina infatti alla fama ormai consolidata, una premura verso le giovani generazioni che le rende onore e ne fa un prezioso punto di riferimento vocale nazionale. I suoi insegnamenti sono improntati a una filosofia di vita sana, tale che preservi il talento naturale indispensabile. Una bella voce non basta: occorre il fisico e il sacrificio. Il cantante è un atleta perché deve avere un controllo assoluto non solo delle parti del corpo preposte al canto ma anche dell’emozione. La parola “controllo” costituirà da questo punto dell’intervista quasi un mantra ripetuto più volte e in diverse circostanze. Controllare le emozioni proprie aiuta a produrne nel pubblico presente. L’esibizione è un atto tanto magico, misterioso e casuale per il pubblico quanto razionale, misurato ed eseguito in sicurezza per gli artisti che eseguono il pezzo. Non c’è possibilità di correggere un errore in corsa durante l’esibizione e per questo motivo si deve avere fiducia assoluta nel proprio talento. Essere un cantante non si esaurisce nelle prove e nell’esibizione conclusiva. Il controllo deve continuare anche fuori, nella vita quotidiana: condurre una vita sana, non fumare, non bere smodatamente alcolici, seguire una dieta adatta, mantenere una tonica forma fisica sicuramente rallentano il progredire della vecchiaia e consentono di allungare la carriera. Orietta confessa la predilezione per il cioccolato ma è questa un’altra rinuncia “controllata” dell’artista, perché il cacao rende difficile la salivazione e ostacola il canto. Una volta i cantanti dovevano essere grossi fisicamente per avere, apparentemente, più ossigeno nei polmoni. Oggi non è più così, prova ne sia la minuta figura atletica di Orietta. Comunque non si può barare nel lungo periodo perché mantenere una certa voce non è facile senza allenamento e sacrificio. Se ci si conserva integri si può cantare anche fino a settant’anni, senza risentire degli acciacchi dell’età. Con il passare del tempo la voce di Orietta è maturata e si è affinata, grazie anche al DNA. A proposito dell’essere leader Orietta mi dice che ci si nasce con quel fascino indispensabile e necessario per acquisire autorevolezza, carisma e rispetto. Diventa una dote indispensabile al cospetto di un mondo, quello della canzone lirica e classica, non avulso da competitività.

L’intervista si trasferisce a questo punto su un piano più ampio, il futuro della canzone lirica e classica. Il primo riferimento è legato, purtroppo, alla congiuntura economica: in tempo di crisi i primi finanziamenti statali che vengono cancellati sono quelli per la produzione di beni ritenuti superflui o, comunque, non di prima necessità. Eppure la musica è una risorsa economica fondamentale dell’Italia. I più grandi musicisti devono emigrare per esibirsi e per avere un lavoro certo. Finiti gli studi dei vari Conservatori, i ragazzi non sanno che cosa fare, mancano infatti strutture che possano costituire la via di passaggio tra laurea e lavoro.  I cori si riducono, i teatri chiudono, l’opera è meno seguita… Ecco allora che spunta dal personaggio il Maestro Manente, Direttore della Scuola di Alto perfezionamento di Veroli: un’istituzione che si pone come naturale prosieguo dei conservatori, offrendo la continuazione dell’insegnamento e, allo stesso tempo, aiutando l’inserimento dei migliori allievi nel mondo del lavoro. La Scuola è in contatto anche con le agenzie di spettacolo, vero punto critico che spesso decide la sorte dei giovani artisti:  è prevista infatti la possibilità che gli agenti vengano per audizioni finalizzate alla costituzione di futuri contratti con gli specializzandi. Veroli ha la dimensione giusta per lo studio, è silenziosa, appartata, fuori del caos metropolitano. In futuro potrà costituire una scuola d’eccellenza nazionale che dia non solo titoli e preparazione ma soprattutto concrete possibilità lavorative anche all’estero. Non è un caso che l’Amministrazione comunale locale cerchi di favorire l’affermazione della Scuola favorendone le necessarie infrastrutture: un giorno potrà costituire l’incipit di un circolo virtuoso culturale ed economico di grande rilievo.

 

 

 

di Roberto Castellucci

 

PUNTO DI VISTA DAL SEAC...PILLOLE DI ARTE QUOTIDIANA

 

"quello lo potevo fare anch'io!"

 

 

 

 

Gestire una Galleria d'Arte delle volte porta a conoscere persone e personaggi stravaganti oppure molto ordinarie sia nel vestire che nell'approccio.

Che siano Artisti o collezionisti o amanti delle Arti.

Giornalmente ascolto storie di persone che tentano di avvicinarsi al mondo dell'Arte, con metodo analitico, magari frequentando mostre, al fine di ricavare una propria visione sull'Arte contemporanea.

A volte mi imbatto in individui dal cuore "nero" che non riescono a capire (o non vogliono capire) i concetti basilari del contemporaneo.

La tipica frase "quello lo potevo fare anch'io!" riecheggia nei bar e nelle piazze.

 

 

di Luciano Costantini

 

 

 

 

Galleria SEAC - Spazio Espositivo Arte Contemporanea, Veroli (FR) Piazza Plebiscito n. 6

 

InArte

 

Direttore

Luciano Costantini

 

Vice Direttore

Roberto Castellucci

 

 

Gruppo di studio

Massimo Rossi Ruben

Roberto Castellucci

Luciano Costantini

 

Tutti i diritti riservati Accademia delle Arti ©

 

Gli autori

Luciano Costantini

Art Manager, Artista

 

Luciano Costantini in anni di partecipazione attiva al mondo dell'Arte visiva ha intessuto rapporti professionali con autorevoli personalità del mondo dell'Arte.

Pone come obbiettivo principale nel suo progetto professionale  la ricerca di nuovi Artisti emergenti e di nuovi movimenti Artistici.

Con l'apporto dell'Accademia delle Arti, organizza eventi legati al mondo dell'Arte e favorisce lo scambio culturale.

Le Opere di Luciano Costantini sono state recensite da noti critici d’arte di livello nazionale e internazionale: Elena Gollini, Massimo Rossi Ruben, Viviana Vannucci,  Francesco Giulio Farachi.

Anche per la curatela delle mostre (collettive/personali), si annoverano partecipazioni di alto profilo sia nazionale che internazionale:Vittorio Sgarbi, Massimo Rossi Ruben, Viviana Vannucci, Giuliana Sarno, Roberta  Sole, Francesco Giulio Farachi, Augusto Ozzella, Gianluca Morabito.

I cataloghi e le pubblicazioni relativi alla sua produzione sono stati curati da Vittorio Sgarbi, Viviana Vannucci, Gianluca  Morabito.

 

 

 

Massimo Rossi Ruben 

Critico d'Arte

 

 

Laureato in Scienze Manageriali e specializzato nella riconversione dei siti industriali dismessi in pianeta didattico-museali per l'arte contemporanea, è attivo da oltre un ventennio nella catalogazione di giacimenti culturali e ha maturato una specifica competenza nella Guardia di Finanza, nell'Articolazione preposta alla tutela dei beni storico-artistici, occupandosi di rogatorie internazionali e mediazioni diplomatiche volte al rimpatrio di opere d'arte trafugate in territorio estero. È Direttore di collane editoriali e autore di saggi storici e critici, nonché curatore di eventi, manifestazioni e contest artistici relativi alle produzioni e ai flussi creativi contemporanei.

 

 

 

 

Roberto Castellucci 

Artista ed intellettuale

 

Roberto Castellucci, nato a Sora nel 1964, consegue la laurea in Scienze Politiche a Roma, città dove tuttora lavora e risiede . Roma è il luogo dove conosce artisti di fama nazionale e internazionale e, frequentandone gli studi, comincia ad appassionarsi all’arte contemporanea. Il percorso artistico si arricchisce con la frequentazione assidua di due amici, il Maestro Paolo Calvino,  e il  Maestro Remo Di Demetrio.

La prima “personale” si svolge, (interverrà anche il prof. Bonito Oliva), all’Hotel Eurostars Roma Congress, nel gennaio 2007.

Vince, in giugno, il premio della critica nel Concorso Internazionale della Città di Porto S. Elpidio e, in occasione del Premio San Crispino, la selezione per esporre a Bratislava.

In dicembre, sempre 2007, espone in una personale a Villa Brasini, Roma.

Nel 2008 vince la selezione per il Premio Città di Fondi.

Nei primi mesi del 2009 comincia la collaborazione con la scrittrice greca Barbara Athanassiadis per l’illustrazione delle sue opere.

Il 2015 segna la ripresa di una fervida attività artistica e nella comunicazione in genere: dopo la partecipazione con una propria opera al progetto dell’Associazione Mais per la costruzione di case famiglia in Sudafrica, il 25 giugno tiene una “personale” in via Margutta a Roma.

Tra i principali impegni artistici del 2016, si segnalano la partecipazione alle  biennali d’arte di Frosinone e Viterbo, e la vincita del 1° Grand Prix Des Arts Visuels di Cannes.

A novembre, partecipa al  Premio Art-e 2016, in Veroli (FR), ricevendo molte critiche favorevoli.

E’ impegnato in diversi progetti per la divulgazione delle Arti Visive Contemporanee e, tra questi, il Premio Art-e, nell’ambito del quale cura le pubbliche relazioni. 

 

 

 

 

 

 

 

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